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Vi è piaciuto il mio votatelo

Il buddismo

Caro,

I tempi erano terribili e molti hanno dovuto soffrire. Questo è un momento in cui molte persone cercano conforto e pace interiore. Anche se non possiamo cambiare molto di ciò che sta accadendo intorno a noi. Ma possiamo calibrare il nostro io interiore.

Personalmente trovo il buddismo (il modo di vivere) davvero utile.

Prenditi del tempo libero per esplorare il buddismo nel breve video qui sotto (incluso il mantra che calma le nostre anime).

Il buddismo è uno stile di vita – dalla pasta.
https://www.youtube.com/watch?v=pbngKOUgCDY

Il percorso per diventare un buddista – Di Emma Slade
https://www.youtube.com/watch?v=QnJIjEAE41w

Se sei curioso di Il “grande mantra della misericordia” come menzionato nel video sopra, puoi ascoltarlo qui e calmare la tua anima.
https://www.youtube.com/watch?v=72luMobA_vI

Il buddismo è uno stile di vita piuttosto che una religione. Indipendentemente dal tuo background, crediamo che tutti possano incorporare il buddismo nella loro vita quotidiana.

Come praticare il buddismo per principianti e occidentali. (Daily Practice) di Alan Peto
https://www.youtube.com/watch?v=89gM2g0KOYU

Se lo trovi utile e conosci qualcuno da condividere

Alter Ego Droga e cervello

“Alter Ego” di Stefano Canali

Ricercatore dell’Area Neuroscienze e del Laboratorio Interdisciplinare della Scuola Internazionale di Studi Superiori Avanzati, dove dirige la Scuola di Neuroetica. E’ presidente del Comitato Scientifico della Società Italiana Tossicodipendenze e redattore della rivista Medicina delle Tossicodipendenze – Italian Journal of Addiction. E’ autore di circa un centinaio di pubblicazioni sul tema delle sostanze e delle dipendenze e del blog Psicoattivo

http://www.edscuola.it/archivio/handicap/droga06.html

Alla scoperta delle emozioni con il neuroscienziato Stefano Canali – giovedi’ 4 ottobre parte all’IRSE “Affascinati dal cervello” 2018

Affascinati dal cervello
11^ edizione
Pordenone, 4/25 ottobre 2018
Auditorium Centro Culturale
Casa A. Zanussi Pordenone
AFFASCINATI DAL CERVELLO: ALLA SCOPERTA DELLE EMOZIONI CON IL NEUROSCIENZIATO STEFANO CANALI.
GIOVEDI’ 4 OTTOBRE ALLE 15.30 A CASA ZANUSSI IL PRIMO INCONTRO DEL CICLO IRSE.

Danno un senso, un valore e il giusto sapore alla percezione di noi stessi e del mondo, alle relazioni con gli altri, ai nostri obiettivi e alle nostre aspettative. Ma cosa sono esattamente le emozioni, impulsi capaci di guidare ogni giorno le nostre azioni? Come e perché condizionano le percezioni, i ricordi, i nostri giudizi, le decisioni che prendiamo, le nostre scelte morali? Una risposta a questi interrogativi arriverà con il primo incontro in cartellone a Pordenone per il ciclo “Affascinati dal cervello”, l’annuale format promosso dall’IRSE, l’Istituto Regionale di Studi Europei del Friuli Venezia Giulia a cura di Laura Zuzzi. Giovedì 4 ottobre, alle 15.30, nell’Auditorium Centro Culturale Casa A. Zanussi Pordenone (via Concordia 7) appuntamento con il neuroscienziato, Stefano Canali, ricercatore del Laboratorio Interdisciplinare della Scuola Internazionale di Studi Superiori Avanzati SISSA, di Trieste. Sarà lui a guidarci nella prima tappa – con ingresso aperto alla città – fra scienza e cultura, sul filo rosso 2018 che indaga “Il cervello e le emozioni, tra adattamenti e malattia”. «Senza emozioni – spiega Canali – tutto ci apparirebbe indifferente, remoto, privo di significato. Ma cosa sono realmente le emozioni? Sono espressioni biologiche, funzioni innate determinate dai nostri geni oppure reazioni apprese, modellate dalla cultura e dalle nostre esperienze? Spesso – prosegue Canali – le emozioni si impongono sulla ragione, sfuggono al controllo della volontà. La loro espressione nel volto e nel corpo degli altri ci racconta così tanto della loro vita interiore e di frequente non riusciamo a nasconderle o a dissimularle. Ma in che modo il cervello coordina e modula le molte facce delle emozioni? L’incontro cercherà di dimostrare che la risposta a queste diverse domande passa in realtà attraverso una comune spiegazione. Un’interpretazione storico-evoluzionistica, compresa tra biologia, neuroscienze, arte, filosofia e politica. In effetti, e lo vediamo chiaramente oggi, pur dipendendo dal cervello e pur essendo vissute soggettivamente, le emozioni sono molto di più che un processo biologico o un fatto individuale. Il loro senso è nella società e la civiltà stessa si poggia sulle emozioni, sulla loro comunicazione e sul loro controllo. Se pensiamo alla giustizia, alla fiducia, alla lealtà, all’uguaglianza, al rispetto, all’onestà, ci riferiamo fondamentalmente all’imperfetta democrazia delle emozioni che gli uomini stanno tentando con fatica di costruire nel corso della storia. Così, per migliorare la qualità della nostra vita e delle sofferenti democrazie politiche contemporanee, servono oggi, e con urgenza, una più compiuta comprensione delle emozioni e una vera democrazia dei processi emotivi». Si prosegue giovedì 11 ottobre con Michela Balconi, docente di neuropsicologia e neuroscienze cognitive: approfondiremo nuovi metodi per l’analisi e la comprensione della relazione tra processi affettivi e indici fisiologici, con applicazioni a casi clinici e contesti sperimentali. Siamo “solo” infelici e tristi o malati di depressione? Ne tratterà, giovedì 25 ottobre, il biologo e psicologo Tullio Giraldi, Quanto il disagio individuale è costituito da difficoltà di adattamento ad eventi della vita e da emozioni e sentimenti che non costituiscono una malattia, per i quali l’esclusiva prescrizione di psicofarmaci può essere una risposta inappropriata.
Stefano Canali è coordinatore del comitato scientifico della Società Italiana Tossicodipendenze. Cofondatore della Società Italiana di Neuroetica e Filosofia delle neuroscienze. Condirettore della collana MeFiSto – Medicina, Filosofia e Storia ETS editore Pisa. Editor della rivista Medicina & Storia e di Medicina delle Dipendenze – Italian Journal of Addiction. Più volte Fellow presso il Centre for the History of Medicine, University College London. Autore di numerosi articoli e monografie sulla storia delle neuroscienze e la filosofia delle scienze mediche, in particolare sul tema delle dipendenze e per il quale ha realizzato anche mostre e documentari tradotti in più lingue. Su etica e politica delle dipendenze ha scritto per Le Scienze, Mente & Cervello, Sapere, Prometeo. Cura il sito http://www.psicoattivo.com di informazione scientifica sulle dipendenze.
Info IRSE – Istituto Regionale di Studi Europei del Friuli Venezia Giulia tel 0434 365326

http://www.centroculturapordenone.it/irse

Reazioni emotive al Covid-19 e aumento del consumo di alcol e droghe

By Stefano Canali | 5 Febbraio 2021

Walter Gramatté, Bevitore, 1922 (particolare)

Un numero sempre più cospicuo di ricerche sta dimostrando che c’è stato un aumento sostanziale nell’uso e nell’abuso di sostanze psicoattive, alcol, tabacco, droghe illegali durante la pandemia di COVID-19, e che i consumatori descrivono l’uso/abuso di sostanze come un modo, seppur problematico e potenzialmente patogeno, di far fronte all’ansia riguardante COVID-19 (Rodriguez et al., 2020). Diverse ricerche indicano aumenti sostanziali nel consumo di alcol (10-23%), cannabis (6-8%), altre droghe (3%) (Ipsos, 2020a,b,c; Morning Consult, 2020; Rotermann, 2020).

Le indagini empiriche hanno identificato due tipi estremi di reazioni emotive e comportamentali alla pandemia COVID-19 (Taylor et al., 2020a,b,c). Un tipo estremo è quello in cui le persone hanno reagito con elevati livelli di ansia o angoscia, un altro tipo è quello delle persone con comportamenti di disinteresse e negazionismo. Entrambe queste reazioni sono accompagnate da un aumento del consumo di alcol e droghe.

Sindrome da stress traumatico da Covid-19

L’ansia per il COVID-19 è più di una semplice preoccupazione per l’infezione. La ricerca scientifica sembra fornire prove che questa sia una sindrome da stress, una condizione disturbante con una sua possibile fisionomia. La sindrome da stress da COVID-19 sembra caratterizzata da: 1) preoccupazione per i pericoli legati al COVID-19 e preoccupazione di entrare in contatto con oggetti o superfici contaminate dal coronavirus; 2) ansia per l’impatto socioeconomico personale del COVID-19; 3) preoccupazione xenofoba che gli stranieri stiano diffondendo il COVID-19; 4) sintomi di stress traumatico legati al COVID-19 (per esempio, alterazione del sonno, incubi, alterazione del comportamento alimentare, ritiro, apatia); e 5) ricerca compulsiva di informazioni legate alla COVID-19 nel tentativo di rendere i rischi più predicibili e controllabili. Questo ultimo comportamento ha un effetto paradosso perché nei cittadini l’aumento delle informazioni, dei dati sulla pandemia e le infezioni tende ad aumentare le paure, lo stress e gli elementi traumatici ad essi associati.

Sindrome da disinteresse per il Covid-19

La reazione estrema opposta a questa di tipo ansioso e traumatico è quella in cui le persone hanno risposto in modo negligente alle regole di distanziamento interpersonale, rifiutandole e trasgredendo le altre restrizioni come il lockdown, il coprifuoco serale, credendo che il pericolo del COVID-19 sia stato strumentalmente esagerato.

Secondo taluni studiosi, questa costellazione di tratti comportamentali è configurabile come una specifica “sindrome”, caratterizzata da (1) convinzione di avere una solida salute fisica contro il COVID-19, (2) convinzione che la minaccia del COVID-19 sia stata esagerata, e (3) disinteresse per la distanza sociale. Questi formerebbero anche una rete di tratti comportamentali problematici che si è proposto di chiamare “sindrome da disinteresse per il COVID-19”.

L’aumento dell’uso di alcol e droghe si ritrova in entrambe le sindromi

In questi due gruppi che hanno manifestato opposte ed estreme reazioni al Covid-19 si sono rilevati aumenti del consumo di alcol e altre sostanze psicoattive. Un recentissimo studio su un campione di oltre 3000 adulti ha provato a comprendere in che modo queste due opposte reazioni emotive alla pandemia siano correlate all’aumento del consumo di sostanze psicoattive legali e di droghe (Taylor et al, 2021).

Lo studio ha dimostrato che l’aumento dell’uso di sostanze psicoattive correla più fortemente con la sindrome da stress traumatico, tra i due tipi di sindromi descritte sopra. Questo aumento è determinato dall’uso delle sostanze psicoattive e dell’alcol per attenuare lo stress associato all’isolamento sociale, alle emozioni negative, ai forti livelli di ansia e di preoccupazioni che la pandemia ha determinato in un vasto gruppo di persone, in particolare le paure per la pericolosità del covid-19. Questo suggerirebbe di lavorare a livello pubblico con campagne informative volte a ridurre la preoccupazione per il covid, perché attenuando le emozioni negative si potrebbe ottenere una riduzione dell’abuso di sostanze psicoattive. Purtroppo in una situazione di emergenza sanitaria come questa le cose non possono essere semplici e lineari. Lo studio dimostra infatti che più basi sono i livelli di preoccupazione per il covid e maggiori sono i comportamenti di violazione delle regole per prevenire il contagio.

D’altra parte, un’altra forte correlazione con l’aumento dell’uso di alcol e sostanze psicoattive riguarda la sindrome reattiva al covid-19 opposta a quella da stress traumatico: la sindrome da disinteresse da covid-19. In questo caso lo studio ha notato che maggiore è il consumo dichiarato di sostanze psicoattive e alcol per finalità voluttuarie più elevate sono la negligenza e la negazione delle disposizioni per il distanziamento.

Questi risultati evidenziano le complessità nella gestione delle pandemie a livello di comunità. I messaggi delle autorità sanitarie che alleviano le preoccupazioni per le persone altamente ansiose potrebbero esacerbare il disinteresse per il distanziamento interpersonale e le misure di prevenzione tra le persone che vedono i rischi del COVID-19 come esagerati.

Le analisi di rete in ogni caso suggeriscono che prendere di mira sia i sintomi di stress traumatico legati al COVID-19 (per esempio, attraverso la terapia cognitivo-comportamentale) che il disinteresse per il distanziamento interpersonale e le misure di prevenzione del contagio (attraverso campagne pubbliche sui media) potrebbero avere entrambi un impatto benefico sull’abuso di sostanze legato alla COVID-19.

Stefano Canali

Riferimenti bibliografici

Ipsos (2020a). CMHO/AMHO mental health week poll. Addictions and mental health Ontario. https://amho.ca/wp-content/uploads/CMHO-AMHO-Ipsos-SLIDES_-May-6.pdf, accessed September 28, 2020.

Ipsos (2020b). US COVID-19 aggregated topline report. https://www.google.com/search?client=firefox-b-e&q=Ipsos+US+COVID19+aggregated+topline+report, accessed September 28, 2020.

Ipsos (2020c). More suffering from under exercising, anxiety than other health concerns due to COVID-19: Poll. https://www.ipsos.com/en/more-suffering-under-exercising-anxietyother-health-concerns-due-covid-19-poll, accessed September 28, 2020.

Morning Consult (2020). Cooped up at home, millennials most likely among all adults to turn to food, alcohol. https://morningconsult.com/2020/04/06/coronavirus-social-distancingmillennials-eating-drinking/, accessed September 28, 2020.

Rodriguez, L. M., Litt, D. M., & Stewart, S. H. (2020). Drinking to cope with the pandemic: The unique associations of COVID-19-related perceived threat and psychological distress to drinking behaviors in American men and women. Addictive Behaviors, 110, 106532. https://doi.org/10.1016/j.addbeh.2020.106532

Rotermann, M. (2020). Canadians who report lower self-perceived mental health during the COVID-19 pandemic more likely to report increased use of cannabis, alcohol and tobacco. Ottawa: Statistics Canada.

Taylor, S., Landry, C. A., Paluszek, M. M., & Asmundson, G. J. G. (2020a). Reactions to COVID-19: Differential predictors of distress, avoidance, and disregard for social distancing. Journal of Affective Disorders, 277, 94-98. https://doi.org/10.1016/j.jad.2020.08.002

Taylor, S., Landry, C. A., Paluszek, M. M., Fergus, T. A., McKay, D., & Asmundson, G. J. G. (2020b). Development and initial validation of the COVID Stress Scales. Journal of Anxiety Disorders, 72, 102232. https://doi.org/10.1016/j.janxdis.2020.102232

Taylor, S., Landry, C. A., Paluszek, M. M., Fergus, T. A., McKay, D., & Asmundson, G. J. G. (2020c). COVID Stress Syndrome: Concept, structure, and correlates. Depression and Anxiety, 37, 706-714. https://doi.org/10.1002/da.23071.

Taylor S, Paluszek MM, Rachor GS, McKay D, Asmundson GJG. Substance use and abuse, COVID-19-related distress, and disregard for social distancing: A network analysis. Addict Behav. 2021 Mar;114:106754. doi: 10.1016/j.addbeh.2020.106754

Myanmar

Colpo di Stato in Birmania del 2021
parte del Conflitto interno in Birmania

Aung San Suu Kyi & Min Aung Hlaing collage.jpg

Aung San Suu Kyi (a sinistra) e Min Aung Hlaing (a destra)Data1º febbraio 2021LuogoBirmaniaCausa

  • Accuse di brogli elettorali e instabilità politica tra il governo e i vertici dell’esercito

Esito

  • Destituzione e arresto del presidente Win Myint e della consigliere di Stato Aung San Suu Kyi
  • Scioglimento del parlamento
  • Dichiarazione dello stato d’emergenza per un anno

Schieramenti

Birmania
Flag of the Myanmar Armed Forces.svg

Governo della BirmaniaTatmadawComandanti

Birmania
Birmania
Flag of the Myanmar Armed Forces.svg
Flag of the Myanmar Armed Forces.svg

Min Aung Hlaing (Comandante in Capo delle Forze Armate della Birmania) Myint Swe (Vice Presidente della Birmania)Voci di colpi di Stato presenti su Wikipedia

Il colpo di Stato in Birmania del 2021 o colpo di Stato in Myanmar del 2021[1][2] è stato un colpo di Stato militare messo in atto dalle forze armate birmane la mattina del 1º febbraio 2021 per rovesciare il governo di Aung San Suu Kyi, che è stata arrestata[3][4].

AntefattiModifica

Le elezioni legislative birmane del 2020 sono vinte come le precedenti dalla Lega Nazionale per la Democrazia, guidata da Aung San Suu Kyi, mentre il Partito dell’Unione della Solidarietà e dello Sviluppo, vicino all’esercito, ha conquistato solo poche decine di seggi.

Il 26 gennaio 2021, il generale Min Aung Hlaing, capo delle forze armate, ha contestato i risultati del ballottaggio e ne ha chiesto la riverifica, altrimenti l’esercito sarebbe intervenuto per risolvere la crisi politica in corso. La commissione elettorale ha però negato queste accuse[5].

EventiModifica

Un blocco militare lungo la strada che porta all’ufficio governativo della regione di Mandalay.

Il consigliere di Stato Aung San Suu Kyi, il presidente Win Myint e altri leader del partito al governo sono stati arrestati e detenuti dal Tatmadaw, l’esercito del Myanmar. In seguito, l’esercito del Myanmar ha dichiarato lo stato di emergenza della durata di un anno e ha affermato che il potere era stato consegnato al comandante in capo delle forze armate Min Aung Hlaing[6][7][8].

In una dichiarazione televisiva, i militari hanno giustificato questo colpo di Stato con la necessità di preservare la “stabilità” dello Stato. Hanno accusato la commissione elettorale di non aver posto rimedio a “enormi irregolarità” che sarebbero avvenute, secondo loro, durante le ultime elezioni. L’esercito ha comunicato inoltre che verrà istituita una “vera democrazia multipartitica” e che il trasferimento dei poteri averrà solo dopo “lo svolgimento di elezioni generali libere ed eque”[9].

Le telecomunicazioni nel Paese hanno risentito gravemente degli eventi: le linee telefoniche nella capitale sono state tagliate,[10] la televisione pubblica ha interrotto le trasmissioni per “problemi tecnici”[11] e l’accesso a Internet è stato bloccato.[12]

ProtesteModifica

Un gruppo di circa 200 immigrati birmani e alcuni attivisti pro-democrazia thailandesi tra cui Parit Chiwarak e Panusaya Sithijirawattanakul hanno organizzato una protesta contro il colpo di Stato presso l’ambasciata birmana a Bangkok, in Thailandia. Secondo quanto riferito, alcuni manifestanti hanno mostrato il saluto con tre dita, il simbolo usato durante le proteste pro-democrazia thailandesi.[13] La protesta si è conclusa con una repressione da parte della polizia; due manifestanti sono stati feriti e ricoverati in ospedale, e altri due sono stati arrestati.[14]

Proteste a Bangkok

Anche a Tokyo, in Giappone dei cittadini birmani si sono riuniti davanti all’ufficio delle Nazioni Unite per protestare contro il colpo di Stato.[15]

Anche nei giorni successivi al golpe si sono susseguite manifestazioni pacifiche in Myanmar, che, tuttavia, sono state represse duramente dalla polizia e che hanno portato alla dichiarazione della legge marziale in buona parte del Paese.

Reazioni internazionaliModifica

Diversi paesi (tra cui India,[16] Indonesia,[17] Giappone,[18] Malaysia,[19] e Singapore)[20] hanno espresso preoccupazioni per l’evoluzione del colpo di Stato e hanno invitato il governo e l’esercito al dialogo. Australia,[21] Nuova Zelanda,[22] Turchia[23] Regno Unito,[24] e Stati Uniti[25] hanno condannato il colpo di Stato e hanno chiesto il rilascio dei detenuti; la Casa Bianca ha anche minacciato di imporre sanzioni agli autori del colpo di Stato.[26][27] CambogiaFilippine e Thailandia hanno rifiutato esplicitamente di sostenere una parte, classificando il colpo di Stato come una questione interna.[28][29][30] Il presidente degli USA Joe Biden ha condannato il colpo di Stato definendolo “un attacco diretto alla transizione del paese verso la democrazia e lo stato di diritto”.[31][32]

L’Organizzazione delle Nazioni Unite attraverso il proprio Segretario generale António Guterres, ha condannato fermamente la detenzione dei leader e ha descritto il colpo di Stato come “un grave colpo alla democrazia in Birmania” e ha aggiunto che i risultati delle elezioni generali di novembre avevano fornito un “forte mandato” alla Lega Nazionale per la Democrazia.[33][33]

Anche l’Unione europea e l’Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico hanno condannato il colpo di Stato.[34][35][36]

Note

L’ ercito del Myanmar ha preso il potere dopo aver arrestato Aung San Suu Kyi e altri leader democraticamente eletti.

Le truppe pattugliano le strade ed è in vigore il coprifuoco notturno, con lo stato di emergenza dichiarato di un anno.

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha sollevato la minaccia di nuove sanzioni, con l’ONU e il Regno Unito che hanno anche condannato il colpo di stato.

L’esercito sostiene che la recente schiacciante vittoria elettorale del partito della sig.ra Suu Kyi è stata viziata da una frode. Ha esortato i sostenitori a “protestare contro il colpo di stato”.

In una lettera scritta in preparazione della sua imminente detenzione, ha affermato che le azioni dei militari avrebbero riportato il paese sotto una dittatura.

L’esercito ha già annunciato la sostituzione di un certo numero di ministri.

Per le strade della città principale, Yangon (Rangoon), la gente diceva di sentire che la loro dura battaglia per la democrazia era andata persa.

Un residente di 25 anni, che ha chiesto di non essere nominato, ha detto alla BBC: “Svegliarsi per sapere che il tuo mondo è stato completamente capovolto durante la notte non era una sensazione nuova, ma una sensazione che pensavo che fossimo andati avanti da, e uno che non avrei mai pensato che saremmo stati costretti a provare di nuovo. “

Il Myanmar, noto anche come Birmania, è stato governato dalle forze armate dal 1962 al 2011, quando un nuovo governo ha iniziato a inaugurare un ritorno al governo civile


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Automatic gunfire has been heard at a protest in northern Myanmar amid signs that the military is preparing a crackdown on opposition to the coup it carried out on 1 February.

Western embassies in Myanmar urged the military not to use violence as troops were reported on the streets of the largest city, Yangon.

Telecoms companies have been ordered to shut off the internet from 18:30 GMT.

The US advised its citizens in Myanmar to “shelter in place”.

Meanwhile, a statement signed by the European Union, United States and Britain said: “We call on security forces to refrain from violence against demonstrators, who are protesting the overthrow of their legitimate government.”https://d-28824907723572462810.ampproject.net/2101300534005/frame.html

The coup in Myanmar (also known as Burma) removed the civilian government led by Aung San Suu Kyi. Her party won a resounding victory at the election in November, but the military said the vote was fraudulent.

Ms Suu Kyi is now under house arrest. Hundreds of activists and opposition leaders have been detained.

What are the signs that the military could crack down?

At a protest in Kachin state, in the north, automatic gunfire could be heard as security forces clashed with anti-coup demonstrators in the city of Myitkyina. It was not clear whether rubber bullets or live rounds were being fired.https://d-28824907723572462810.ampproject.net/2101300534005/frame.html

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In Yangon, there is a heavy military presence, reports the BBC’s South East Asia correspondent, Jonathan Head. Earlier on Sunday, armoured vehicles were seen on the streets for the first time since the coup.

Across the country, hundreds of thousands of protesters rallied against the military for the ninth day in a row.

Telecoms operators in Myanmar are advising their customers that they have been told to shut off internet services from 01:00 to 09:00 local time, Sunday into Monday (18:30 to 02:30 GMT).

An office of the US embassy in Yangon warned US nationals to stay indoors during curfew hours.https://d-28824907723572462810.ampproject.net/2101300534005/frame.html

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On Saturday, the military said arrest warrants had been issued for seven prominent opposition campaigners and warned the public not to harbour opposition activists fleeing arrest.

Video footage showed people reacting with defiance, banging pots and pans to warn their neighbours of night-time raids by the security forces.

The military on Saturday also suspended laws requiring court orders for detaining people longer than 24 hours and for searching private property.

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Myanmar – the basics

  • Myanmar, also known as Burma, was long considered a pariah state while under the rule of an oppressive military junta from 1962 to 2011
  • A gradual liberalisation began in 2010, leading to free elections in 2015 and the installation of a government led by veteran opposition leader Aung San Suu Kyi the following year
  • In 2017, Rohingya militants attacked police posts, and Myanmar’s army and local Buddhist mobs responded with a deadly crackdown, reportedly killing thousands of Rohingya and burning villages. More than half a million Rohingya fled across the border into Bangladesh, and the UN later called it a “textbook example of ethnic cleansing”
  • Aung San Suu Kyi and her government were overthrown in an army coup on 1 February following a landslide NLD win in November’s elections
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Vigdis Hjorth in L’ eredità

“Eredità” di Vigdis Hjorth (Fazi) è un romanzo duro, tagliente, doloroso. Una narrazione straordinaria che fa male e che non perdona.

TRAMA – Quattro fratelli. Due case a picco sul Mare del Nord. Un dramma familiare sepolto nel silenzio da decenni. Tutto comincia con un testamento. Al momento di spartire l’eredità fra i quattro figli, una coppia di anziani decide di lasciare le due case al mare alle due figlie minori, mentre Bård e Bergljot, il fratello e la sorella maggiori, vengono tagliati fuori. Se Bård vive questo gesto come un’ultima ingiustizia, Bergljot aveva già messo una croce sull’idea di una possibile eredità, avendo troncato i rapporti con la famiglia ventitré anni prima. Cosa spinge una donna a una scelta così crudele? Bård e Bergljot non hanno avuto la stessa infanzia delle loro sorelle. Bård e Bergljot condividono il più doloroso dei segreti. Il confronto attorno alla divisione dell’eredità sarà l’occasione per rompere il silenzio, per raccontare la storia che i familiari per anni hanno rifiutato di sentire. Per dividere con loro l’eredità – o il fardello – che hanno ricevuto dalla famiglia. Per dire l’indicibile.

Sono queste le reti in cui rimaniamo impigliati, quelle che vengono intessute durante i primissimi anni di vita?

“Eredità” di Vigdis Hjorth non è un romanzo facile, ma di sicuro è fuori dal comune. Non tanto per i temi affrontati, quanto a mio avviso per lo stile dell’autrice, per alcune sue scelte narrative che hanno dato maggiore potenza alla storia e alla sua protagonista.

Conosciamo questa famiglia quando iniziano le prime dispute per l’eredità. Quattro fratelli, due case al mare che però vengono intestate solo a due sorelle. Astrid e Åsa.

Bård e Bergljot, il fratello e la sorella maggiori, hanno tagliato i ponti con il resto della famiglia, ma adesso, che c’è da dividere i beni, chiedono di essere ascoltati. Non tanto per i soldi – almeno da parte di Bergljot – quanto per il fatto di non voler lasciarsi tutto alle spalle. Dividere in modo non equo significa ancora una volta negare quello che è stato.

Andando avanti nella lettura, si entrerà nelle maglie del passato di Bergljot, scoprendo cosa è successo quando aveva 5 anni, e come questo abbia influito su ogni cosa. Sul rapporto con i suoi genitori, con le sue sorelle, sulla fine del suo matrimonio, sul lavoro.

Una donna distrutta, che alterna momenti di lucidità ad altri pieni di nevrosi. Ed è in quei momenti che la scrittura di Vigdis Hjorth si fa incredibilmente potente: frasi corte, ritmo serrato, continue domande, ripetizioni.

Ripetizioni di parole, di gesti, di movimenti. Un lavoro incredibile che ha conferito maggiore concretezza al personaggio, rendendolo reale. E credo che sia stato fondamentale la sintonia tra autore ed editor.

Della trama di “Eredità” non anticipo nulla, ovviamente. Non tanto perché è un susseguirsi di eventi, quanto perché ce n’è uno cardine intorno a cui tutto ruota e si dipana. Ma posso dirvi che ogni aspetto della vicenda di Bergljot viene analizzato con grande attenzione. Persino i sogni, e non mancano i riferimenti a Freud e a Jung.

Di grande impatto il modo in cui sono delineati i rapporti tra Bergljot e gli altri protagonisti del romanzo, specie quelli con la madre e con la sorella Astrid. Bergljot va indietro con la mente e distende man mano, con profonda lucidità e ferocia, i ricordi, coglie il vero senso dietro a ogni gesto, interpreta in modo nuovo anche quelli che sembravano dei regali.

Ho odiato Astrid e la madre di Bergljot. Le ho odiate senza volermi mettere nei loro panni, senza concedere loro il beneficio del dubbio, anche se la protagonista prova a dare delle spiegazioni. Io non le ho volute ascoltate. Ho preferito rimandere sorda, esattamente come loro.

Straziante la parte finale, quando Bergljot ammette di essere solo stanca. Stanca di ripetersi, di non essere capita, di non essere ascoltata. Creduta, accolta, compresa.

Una stanchezza distruttiva che non può cessare di essere tale.

“Eredità” di Vigdis Hjorth non è uno di quei romanzi che si divora con animo lieve. Le pagine scorrono via in modo febbrile, alternando diversi stati d’animo. Si vuole sapere e allo stesso tempo rimanere all’oscuro. Una voce, quella di Bergljot, che sarà difficile dimenticare.

  • Vigdis HjorthVigdis Hjorth (born 19 July 1959) is a Norwegian novelist. She was long listed for the National book Award. She grew up in Oslo, and studied philosophy6 KB (486 parole) – 04:29, 17 gen 2021
  • HjorthJesper Hjorth (born 1975), Danish footballer Maria Hjorth (born 1973), Swedish golfer Vigdis Hjorth (born 1959), Norwegian novelist 6119 Hjorth, a main-belt467 byte (57 parole) – 17:34, 2 nov 2019
  • Totally True Love2011 Norwegian film based on the 1984 novel Jørgen Anne er Sant by Vigdis Hjorth. Anne, 10 years old, is an energetic girl with more important affairs2 KB (140 parole) – 06:06, 26 ago 2020
  • AskerGold in Biathlon Morten Harket, singer in a-ha. Tom Hilde, ski jumper Vigdis Hjorth, author Anders Jacobsen – professional footballer Karsten Kaspersen19 KB (1 425 parole) – 00:56, 25 gen 2021
  • List of Norwegian writersAnne Holt (born 1958) Tom Egeland (born 1959) Jon Fosse (born 1959) Vigdis Hjorth (born 1959) Ove Røsbak (born 1959) Oystein Alme (born 1960) Frode Grytten9 KB (1 112 parole) – 17:52, 26 ott 2020
  • 2001 in literatureHaddix – Among the Impostors Joanne Harris – Five Quarters of the Orange Vigdis Hjorth – Om bare (If only) Nick Hornby – How to Be Good Silas House – Clay’s20 KB (2 027 parole) – 14:44, 15 gen 2021
  • Edvardprisenfrom the original on 2013-04-20. (in Norwegian) “Edvard-prisen til Vigdis Hjorth – Forfatterforeningen.no”. Archived from the original on 2011-09-1421 KB (793 parole) – 17:58, 12 gen 2020
  • Dobloug PrizeLundell Linn Ullmann 2018 Johannes Anyuru Helge Torvund Ida Börjel Vigdis Hjorth 2019 Ernst Brunner Johan Harstad Carin Franzén Olaug Nilssen 2020 Lars9 KB (95 parole) – 15:39, 31 dic 2020
  • Cappelen PrizeMargrethe Gaarder and Fredrik Skagen 1988 – Ingvar Ambjørnsen 1989 – Vigdis Hjorth 1990 – Kjell Arild Pollestad and Hans-Wilhelm Steinfeld 1991 – Paal-Helge2 KB (217 parole) – 12:25, 17 lug 2016
  • Norwegian Booksellers’ PrizePetterson 2013 – Cecilie Enger 2014 – Lars Mytting 2015 – Maja Lunde 2016 – Vigdis Hjorth 2017 – Helga Flatland 2018 – Simon Stranger 2019 – Lisa Aisato “Bokhandlerprisen”3 KB (263 parole) – 20:18, 9 ott 2020
  • Ingvar AmbjørnsenAwards Preceded by Roy Jacobsen, Håvard Rem Recipient of the Cappelen Prize 1988 Succeeded by Vigdis Hjorth5 KB (485 parole) – 18:30, 14 dic 2020
  • 2016 in literatureBrian Herbert and Kevin J. Anderson – Navigators of Dune (September 13) Vigdis Hjorth – Arv og miljø (Wills and Testaments, Norway) Anosh Irani – The Parcel40 KB (3 552 parole) – 11:43, 21 gen 2021
  • Norwegian Critics Prize for Literaturesølv 1983 – Johan Fredrik Grøgaard, for Jeg, Wilhelm, 13 år 1984 – Vigdis Hjorth, for Jørgen + Anne er sant 1985 – Mette og Philip Newth, for Soldreperen19 KB (907 parole) – 19:40, 25 gen 2021
  • 1959 in literatureJune 13 – Maurice G. Dantec, French science fiction author July 19 – Vigdis Hjorth, Norwegian novelist August 27 – Jeanette Winterson, English novelist19 KB (2 023 parole) – 10:31, 6 gen 2021
  • National Book Award for Translated LiteratureSpanish by Natasha Wimmer (Chile, Graywolf Press) Will and Testament by Vigdis Hjorth, translated from the Norwegian by Charlotte Barslund (Norway, Verso10 KB (1 079 parole) – 06:32, 27 dic 2020
  • Arild Linnebergessays as well as the satirical novel Ubehaget i kulturen together with Vigdis Hjorth in 1995. Rottem, Øystein (2007). “Arild Linneberg”. In Henriksen, Petter1 KB (93 parole) – 18:02, 25 mag 2020
  • Hans-Wilhelm Steinfeldin Moscow 2010–2014 Succeeded by Morten Jentoft Awards Preceded by Vigdis Hjorth Recipient of the Cappelen Prize 1990 (shared with Kjell Arild Pollestad)3 KB (99 parole) – 13:21, 7 ago 2020
  • List of Norwegian women writersHenriksen (1927–2016), historical novelist, playwright, non-fiction writer Vigdis Hjorth (born 1959), novelist, children’s writer Tone Hødnebø (born 1962), poet9 KB (1 071 parole) – 23:23, 28 ott 2020
  • Louisiana Literature festivalMarie Hede (DK), Maria Helleberg (DK), Christina Hesselholdt (DK), Vigdis Hjorth (NO), Yu Hua (CH), Siri Hustvedt (US), Josefine Klougart (DK), Linda30 KB (3 333 parole) – 22:44, 11 dic 2020
  • Brage Prize2012 – Knut Faldbakken 2013 – The Norwegian Public Libraries 2014 – Vigdis Hjorth 2015 – Einar Økland 2016 – Elisabeth Aasen 2017 – Kari Grossmann 201811 KB (1 232 parole) – 13:53, 3 gen 2020
  • Aschehoug Prize2012 – Ragnar Hovland 2013 – Erlend Loe 2014 – Geir Gulliksen 2015 – Vigdis Hjorth 2016 – Per Petterson 2017 – Øyvind Rimbereid 2018 – Liv Køltzow 2019

Lorraine Nicolle e Christine Bailey in Mantieniti giovane mangiando

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Mantieniti Giovane Mangiando – Anteprima del libro di Christine Bailey e Lorraine Nicolle

Christine Bailey

Scritto da:
Christine Bailey

Lorraine Nicolle

Scritto da:
Lorraine Nicolle

La vita nelle vostre mani

La vita nelle vostre mani

Immaginatevi tra dieci anni. Quanti anni avrete: 40, 60, 80 o addirittura 90? Pensate a come sarà il vostro aspetto e a come vi sentirete, come saranno la vostra pelle, i capelli, il fisico. Provate anche a immaginare come sarà il vostro umore, la memoria e la lucidità mentale e se starete attraversando un periodo difficile.

Il processo di invecchiamento è inevitabile ma, qualunque sia la vostra attuale età anagrafica, potete ancora agire in modo da rallentare la degenerazione che accompagna il passare degli anni.

Forse si tratta di un’affermazione un po’ provocatoria e vi chiederete se sia possibile che alcune strategie nutritive e di vita possano avere il potere di aiutarci a combattere l’età che avanza. Ebbene, ecco cosa dicono gli scienziati più all’avanguardia in questo campo…

Potete modificare il processo di invecchiamento

È normale preoccuparsi di contrarre le stesse malattie da cui sono stati affetti i vostri genitori e prima ancora i vostri nonni, ma il destino dei vostri antenati non è necessariamente anche il vostro. Sebbene alcune malattie possano essere presenti nei nostri geni, “aspettando di svilupparsi”, la maggior parte dei geni è silente a meno che qualcosa nell’ambiente non la attivi. Per questa ragione, il patrimonio genetico non è un fattore così determinante per condizionare il processo di invecchiamento.

Una maggiore rilevanza è da attribuire ai cambiamenti epigenetici che i geni accumulano nel corso della vita di una persona e che ne modificano il funzionamento. Ciò che viene alterato non è necessariamente la struttura del DNA, ma l’attività dei geni (“espressione genica”) che crea effetti di vasta portata sia sulla velocità che sul tipo di invecchiamento.

Quei cambiamenti che, ad esempio, disattivano i geni che controllano il cancro, tendono ad avere risultati catastrofici. Se un gene soppressore del tumore viene epigeneticamente silenziato, le cellule cancerose sono in grado di moltiplicarsi senza alcun controllo. I cambiamenti epigenetici possono anche accelerare la morte cellulare: le estremità dei cromosomi contenenti il DNA cellulare sono ricoperte da piccolissime strutture chiamate telomeri che, con l’età, si erodono diventando sempre più corte. Se però lo diventano troppo, la cellula può fermarsi o autodistruggersi. Secondo gli scienziati, questo porta alla graduale perdita della funzione degli organi e quindi a patologie croniche come malattie cardiovascolari, cancro, Alzheimer e diabete. Gli scienziati ritengono che i cambiamenti epigenetici possano accelerare il processo di erosione dei telomeri.

Quindi, tali alterazioni possono attivare i geni che velocizzano l’invecchiamento e, al tempo stesso, disattivare quelli che impediscono lo sviluppo del cancro e di altre malattie degenerative.

A che cosa serve sapere tutto questo? Il motivo è che questi cambiamenti epigenetici sono causati da fattori ambientali – aspetti della vostra alimentazione e stile di vita. Il tipo e la quantità di cibo che solitamente assumete, le bevande alcoliche che bevete, se fumate, a quali integratori alimentari ricorrete, quanto siete attivi a livello fisico, quali sono i vostri livelli di stress, la vostra esposizione all’inquinamento atmosferico e ad altre tossine, quanto spesso vi sentite felici e affettuosi verso gli altri oppure tristi, arrabbiati o frustrati – sono questi i fattori che determinano i geni attivi e quelli silenti. Questo, a sua volta, stabilisce la velocità del processo di invecchiamento e in che misura soffrirete la disabilità di malattie croniche nel corso della vostra vita.

Le alterazioni epigenetiche sono probabilmente reversibili: attraverso una giusta alimentazione e opportune modifiche dello stile di vita è possibile far regredire i cambiamenti nocivi della funzionalità genica.

Strategie epigenetiche e di contrasto

All’invecchiamento Non deve sorprendere che la “nutri-epigenetica” sia diventata l’oggetto di importanti ricerche scientifiche. Si ritiene che ridurre l’apporto calorico, ad esempio, annulli alcuni cambiamenti epigenetici che causano l’invecchiamento precoce. (il meccanismo proposto prevede che la limitazione delle calorie attivi i geni antiinvecchiamento chiamati “sirtuine”). Di fatto, questa pratica ha suscitato così tanto interesse per la sua capacità di promuovere un invecchiamento sano che il governo statunitense sta attualmente finanziando un programma di ricerca sugli effetti di una riduzione calorica del 25 percento per un periodo di tempo di due anni. Potete trovare maggiori informazioni su questo argomento ai Capitoli 2 e 3.

Altri studi sono basati sui cosiddetti “nutrienti epigenetici”, ovvero vitamine, minerali e composti fitochimici le cui ottime proprietà in grado di ridurre il rischio di sviluppare forme di cancro e altre malattie legate all’invecchiamento potrebbero rivelarsi non in grado di far regredire le alterazioni epigenetiche. I nutrienti che ad oggi presentano queste proprietà includono la curcumina (derivante dalla curcuma), l’epigallocatechina gallato (EGCG, presente nel tè verde), il sulforafano (presente nella famiglia delle crucifere come broccoli, cavolo e cavolfiore), il resveratrolo (contenuto nella buccia dell’uva e in particolar modo nel vino rosso), il folato (vitamina del complesso B) e il minerale selenio. Nel corso di questo libro, osserverete che questi particolari nutrienti agiscono continuamente come potenzialmente utili in tutte le questioni di salute legate all’invecchiamento.

Altri processi coinvolti nell’invecchiamento

I cambiamenti epigenetici possono anche causare infiammazione e altri processi dannosi in grado di accelerare l’invecchiamento, tra cui cattiva funzione digestiva, insufficiente disintossicazione, eccessiva ossidazione e glicazione, squilibri ormonali, problemi del metabolismo lipidico, scarsa produzione di energia, metilazione lenta e interruzioni delle trasmissioni da parte delle sostanze chimiche cerebrali. È probabile che ancora non riconosciate tutti questi termini ma vi saranno spiegati nel corso del libro e allora comincerete a vedere come siano in grado di portare a malattie e invecchiamento prematuri.

Questi fattori sono, in realtà, normali processi corporei che non funzionano più in maniera corretta. Come la maggior parte delle persone, forse tenderete a ignorare i sintomi di malessere più leggeri come interruzione del sonno, emicranie frequenti, raffreddori che sembrano durare secoli, articolazioni che scricchiolano, naso chiuso, scarsa memoria o gas e gonfiori gastrointestinali. Questi tipi di sintomi indicano squilibri nei processi corporei che possono essere relativamente facili da correggere. Tuttavia, se ignorati, possono radicarsi e diventare piuttosto gravi e portare a malattie degenerative.

Invecchiare in modo sano significa osservare questi sintomi, in apparenza di secondaria importanza, così da identificare i processi corporei che necessitano di un aiuto e, prima lo farete, meglio sarà – altrimenti le cose potrebbero arrivare a un punto tale in cui è difficile recuperarle.

Questo tipo di approccio alla salute è una forma di prevenzione proattiva ed è spesso più efficace del trattamento reattivo. Se riuscite a fare funzionare in modo corretto tutti vostri processi corporei, identificare e supportare quelli che ne hanno bisogno, invecchierete meglio e avrete minori probabilità di sviluppare malattie degenerative.

Tutte le strade portano all’infiammazione

Un altro motivo per cui è necessario occuparsi dei processi corporei che non funzionano in modo corretto è che alla fine causano una reazione infiammatoria – leggera, sistemica, cronica che non si vede dall’esterno ma è dannosa a livello fisico e cerebrale. Si è giunti a ritenere che questo tipo di infiammazione sia la base della maggior parte delle malattie legate all’invecchiamento, come le malattie cardiovascolari, l’Alzheimer, il Parkinson, alcuni tipi di cancrol’osteoporosiil diabete e persino la depressione. Inoltre, l’infiammazione accelera il tasso di erosione dei telomeri e, come abbiamo visto, prosegue di pari passo con l’invecchiamento precoce.

Per tale ragione, nel corso del libro troverete molti riferimenti all’infiammazione, a come quella cronica conduca a un invecchiamento precoce e vi mostreremo quali sono le cause potenziali di questa “inflammageing”. In questo modo, potrete identificarle meglio e affrontarle per condurre una vita più lunga e più sana.

Invecchiare in buona salute richiede livelli nutritivi ottimali

Far regredire i cambiamenti epigenetici e l’infiammazione cronica consente di riportare i processi corporei alle condizioni ottimali e, per farlo, è necessario eliminare un’alimentazione e uno stile di vita che ostacolano le loro funzioni e sostenerli con i nutrienti di cui hanno bisogno.

Ora, se seguite una dieta classica, “sana”, potreste supporre che sia improbabile avere bassi livelli di nutrienti. Tuttavia, sapete che non è necessario mostrare una “carenza” di un qualsiasi nutriente per registrare livelli che siano bassi al fine di far funzionare in modo completo i vostri sistemi corporei?

La maggior parte degli enti governativi stabilisce dei livelli consigliati per l’assunzione di vitamine e minerali – dose giornaliera raccomandata (RDA) – ritenuti, però, da alcuni scienziati forse troppo bassi per invecchiare in buona salute. Se si assumono le RDA di nutrienti ogni giorno, è possibile prevenire malattie a breve termine come lo scorbuto (mancanza di vitamina C) ma, come vedrete nel corso del libro, questi livelli potrebbero non essere del tutto sufficienti affinché ogni pathway biologico sia perfettamente funzionante.

Potreste andare avanti per anni, o addirittura decenni, senza rendervi conto di avere una leggera mancanza di nutrienti molto importanti che, anche se in apparenza insignificante, può gravare su uno o più sistemi corporei. Come abbiamo visto, non appena questi processi si attivano, promuovono l’infiammazione e altri problemi che accelerano il processo di invecchiamento e aumentano il rischio di malattie degenerative.

Non è mai troppo tardi per cambiare

Dunque, abbiamo detto che il ritmo di invecchiamento è determinato non tanto dai geni ereditati ma dai cambiamenti della loro funzione causati dagli aspetti della dieta e dello stile di vita e che, per invecchiare bene, prevenire è meglio che curare. Tuttavia, è anche importante sapere che non è mai troppo tardi per cambiare le cose.

Uno studio pilota su scala ridotta, condotto su uomini con un basso rischio di sviluppare un cancro alla prostata, ha dimostrato che coloro che hanno apportato dei cambiamenti al loro stile di vita per cinque anni hanno allungato i telomeri nelle cellule del sistema immunitario, mentre i telomeri di chi non ha apportato alcun cambiamento sono, al contrario, divenuti più corti. (I cambiamenti allo stile di vita comprendono: dieta sana, buoni livelli di attività fisica, gestione dello stress e sostegno sociale). Senza dubbio, per confermare questi risultati sono necessarie ulteriori analisi ma quello che finora è emerso si è rivelato promettente.

Tra coloro che si rivolgono a noi, abbiamo persone di 40, 50, 60 anni e oltre che si sentono molto più in buona salute e piene di energia rispetto a 10 o 20 anni prima. Forse le loro cellule non sono diventate fisiologicamente più giovani ma i loro sistemi corporei lavorano sicuramente meglio. Questi individui ne raccolgono i frutti, in termini di maggiore energia, miglior umore e riposo, meno emicranie, raffreddori, influenza e altre infezioni, mantenendo un peso ottimale e ricorrendo sempre meno all’uso di farmaci.

Perché il medico non me l’ha detto?

Molti medici danno consigli sulla dieta e lo stile di vita da seguire ma l’approccio più comune relativo ai problemi legati all’invecchiamento è quello di prescrivere farmaci che vengono messi sul mercato dopo essersi “dimostrati” sicuri ed efficaci in grandi studi randomizzati controllati (RCT). Molte sono le discussioni circa l’efficacia di questi studi ma quello che vogliamo sottolineare è che gli RCT sono, in generale, l’unico tipo di prova scientifica riconosciuta dai medici.

Le variazioni nell’alimentazione e nello stile di vita non comportano i rischi dei farmaci. Di conseguenza, non è così impellente ricorrere agli RCT, anche perche non c’è un riscontro economico (la maggior parte degli interventi sulla dieta e sullo stile di vita non possono essere commercializzati per trarre un profitto finanziario dai farmaci in quanto non brevettabili).

Dov’è la prova?

Poiché l’alimentazione, lo stile di vita e gli integratori alimentari sono mancanti di prove da RCT che giustifichino la prescrizione di farmaci, il vostro medico potrebbe non essere sempre consapevole delle posizioni più innovative su questi interventi. Tuttavia, esistono molte prove scientifiche per mettere in pratica i cambiamenti che noi consigliamo all’interno di questo libro, come potrete vedere dalle note che abbiamo incluso. La maggior parte di queste fonti sono studi peer-reviewed pubblicati su riviste scientifiche che includono: osservazione di diverse popolazioni, piccoli esperimenti preliminari sugli esseri umani (come quello sui telomeri negli uomini con stadi iniziali di tumore prostatico sopra citato), studi su animali, esperimenti di laboratorio per verificare gli effetti dei nutrienti sulle cellule umane, o persino opinioni di esperti scientifici riconosciuti a livello internazionale.

Se lo desiderate, potete leggere il riassunto (“abstract”) di questi documenti, accedendo al database dell’US National Institutes of Health database, Pubmed. Se non riuscite ad avere accesso a questi documenti, perché potrebbero essere a pagamento, un numero sempre maggiore di articoli è ora “a libera consultazione”, ovvero può essere scaricato completamente senza alcun costo.

Molti esempi dell’immenso potere che l’alimentazione e lo stile di vita hanno sull’invecchiamento possono essere ritrovati negli studi delle comunità del mondo che mostrano la maggiore aspettativa di vita e la minore incidenza di malattie senili. Nonostante le disparità geografiche (queste comunità si trovano in Europa, Stati Uniti, Giappone e America Centrale), esistono alcune pratiche comuni a tutte, tra cui quella di seguire una dieta ipocalorica a base di cibi integrali, prevalentemente vegetali, essere fisicamente attivi ed esporsi alla luce del sole, adottare strumenti per la gestione dello stress, provare un senso di appartenenza comunitario e religioso, avere forti valori familiari e vivere dando un senso e uno scopo alla propria vita.

Queste pratiche, condivise da tutte queste persone longeve, sono probabilmente fattori determinanti nel rallentamento del processo di invecchiamento.

Qual è dunque il segreto per invecchiare in Buona salute?

Grazie a tutte queste informazioni, speriamo possiate rendervi conto che la vostra storia familiare non delinea necessariamente il vostro destino ma che avete un certo controllo su come si svolgerà il resto della vostra vita.

Uno dei percorsi da seguire per avere una vita lunga e sana è porre fine a qualsiasi infiammazione cronica e di basso grado e, per arrivare a questo, è necessario osservare attentamente il vostro stato di salute per valutare quale sistema corporeo ha bisogno di maggiore sostegno. Riportare questi sistemi a un funzionamento corretto è un’azione importantissima, in quanto promuove un invecchiamento sano e aiuta anche a rimuovere ciò che alimenta l’infiammazione.

Come detto in precedenza, ripristinare il perfetto funzionamento dei sistemi corporei significa eliminare quelle abitudini alimentari e di vita che ne ostacolano l’attività e nutrirli con i nutrienti necessari – con un dosaggio che non sia appena sufficiente ma ottimale. Secondo il pensiero scientifico attuale, queste strategie potrebbero avere il potere di far regredire i dannosi cambiamenti epigenetici accumulati durante il corso della vita – il genere di alterazione indesiderata in grado di attivare i geni che accelerano il processo di invecchiamento e disattivare quelli che impediscono l’insorgenza del cancro e altre malattie degenerative.

Le informazioni contenute in ciascuno dei seguenti capitoli sono concepite per aiutarvi a prendere le giuste decisioni in modo da raggiungere questi obiettivi. Includono le varie spiegazioni dei processi coinvolti nei più comuni segni e sintomi associati all’invecchiamento e presentano precisi programmi di azione per migliorare il funzionamento dei sistemi corporei di primaria importanza, tra cui piani alimentari, consigli sullo stile di vita e suggerimenti per l’assunzione di integratori alimentari. Inoltre, abbiamo incluso le ricette per preparare gli oltre 100 piatti salutari per invecchiare in buona salute.

Adesso non vi resta che continuare a leggere e scoprire come cambiare la vostra vita per sempre… 

Belen Rodriguez

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Belén Rodríguez

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Belén Rodríguez nel 2012Altezza175[1][2]cmMisure83-65-89[1]Taglia34[1] (UE) – 4[1] (US)OcchinocciolaCapellicastano chiaro

Belén Rodríguez, nome completo María Belén Rodríguez Cozzani (Buenos Aires20 settembre 1984), è una modellaconduttrice televisiva e showgirl argentina naturalizzata italiana.

BiografiaModifica

OriginiModifica

Conosciuta comunemente come Belén Rodríguez o anche solamente come Belén[3], è nata a Buenos Aires da Gustavo Rodríguez, di origini spagnole e italiane, e da Veronica Cozzani de Rodríguez, a sua volta figlia di immigranti provenienti da La Spezia[4]. È la maggiore di tre figli, sorella di Jeremias, nato nel 1989[5], e di Cecilia, nata nel 1990[6], entrambi attivi nel mondo dello spettacolo italiano[7].

Nel 2003 consegue il diploma di liceo artistico a Buenos Aires e successivamente si iscrive alla facoltà di scienze della comunicazione e dello spettacolo dell’Università di Buenos Aires senza completare gli studi[8].

ModellaModifica

Comincia la sua carriera nel 2001 a 17 anni come modella in Argentina[9], lavorando anche a Miami e in Messico e divenendo testimonial di diverse case di intimo. Nel 2004 si trasferisce in Italia prendendo la residenza a Milano, dove lavora per vari marchi, tra cui Miss SixtyTaglia 42CotonellaYamamayImperfectJohn RichmondPitti.

Nel corso degli anni ha posato per alcuni calendari sexy; il primo prodotto da Vuemme e pubblicato la prima volta nel 2006[10], cui fanno seguito, tra gli altri, il calendario glamour del 2006 di De Nardi e il calendario 2008 di Maxim, che ottennero risalto mediatico e successo di vendite[3]. Tra i suoi servizi fotografici più noti ricordiamo: nel 2009 la copertina del numero 7 di Playboy Italia,[11] nel 2012 le copertine di Vanity Fair[12] e di GQ[13], con foto scattate[14] da Douglas Kirkland. Tra il 2016 e il 2017 è stata testimonial della linea Marciano by Guess.[15] Nel 2018 viene scelta come testimonial degli abiti da sposa di Alessandro Angelozzi Couture.[16]

Conduttrice televisiva e showgirlModifica

Il debutto nella televisione italiana risale al novembre 2006, quando è ospite dei programmi televisivi di TeleBoario, rete televisiva locale della Val Camonica[17]. Nella primavera del 2007 conduce insieme a Taiyo Yamanouchi per qualche mese la seconda edizione de La tintoria, show comico di Rai 3 in onda in seconda serata[18]; si tratta della sua prima esperienza su una rete nazionale.

Belén nel 2009

È stata tra i protagonisti dello spot televisivo TIM come “donna dei sogni” accanto a Elisabetta Canalis e Christian De Sica. L’anno seguente partecipa, come inviata e co-conduttrice insieme a Selvaggia Lucarelli e altri, al rotocalco televisivo Pirati[19]. Dopo essere apparsa anche su programmi delle reti Mediaset (VerissimoLucignolo), nell’autunno del 2008 partecipa alla sesta edizione de L’isola dei famosi, classificandosi al secondo posto, dietro Vladimir Luxuria, con il 44% dei voti[20], esperienza grazie alla quale è divenuta definitivamente nota anche al grande pubblico[21].

Nel 2009 presenta l’undicesima edizione di Scherzi a parte insieme a Claudio Amendola e Teo Mammucari e, con Mammucari, Sarabanda[22]. Tra il 2010 e il 2011 è ospite in molti programmi (tra cui il Chiambretti Night, il Grande Fratello e Paperissima) e si segnala la conduzione del Festival di Sanremo 2011 insieme a Gianni Morandi ed Elisabetta Canalis[23]; al Festival di Sanremo partecipato anche l’anno seguente in sostituzione della valletta Ivana Mrázová[24]. Nel corso del 2011 ha firmato un contratto di esclusiva con Mediaset, conducendo in seguito, tra gli altri, Colorado e la terza edizione di Italia’s Got Talent.

Al di fuori delle reti Mediaset, nel 2015 è stata ospite anche del talk show di LA7 Announo[25] e della serata-evento Andrea Bocelli – Il mio cinema, in onda su Rai 1 con la conduzione di Massimo Giletti[26]. Nel 2017 prende parte al programma Selfie – Le cose cambiano.[27] Nel 2019 conduce, assieme a Paolo RuffiniGianluca Fubelli e ai PanPers il programma Colorado.

AttriceModifica

Dopo il debutto al cinema nel cinepanettone del 2010 Natale in Sudafrica di Neri Parenti[28], ha recitato in Se sei così ti dico sì, film del 2011 di Eugenio Cappuccio[29] e nel film del 2015 Non c’è 2 senza te, di Massimo Cappelli[30].

In televisione, dopo un’esperienza tra il 2006 e il 2007 nel serial argentino Palermo Hollywood Hotel[31][32], nel 2011 è stata co-protagonista dell’episodio de Il commissario Montalbano Il campo del vasaio[33], mentre nel 2011 è stata tra le guest star della seconda stagione della sitcom Così fan tutte. Nel 2016 è stata guest star nel primo episodio della decima stagione di Don Matteo[34].

Stilista e imprenditriceModifica

Nel 2011 ha prodotto e commercializzato due linee di profumi. Il debutto come stilista risale al 2013, quando il brand di abbigliamento Imperfect disegna con la sorella la linea moda 2013-2014[35]. Con la sorella ha disegnato costumi da bagno anche per il proprio marchio Me Fui[36].

A Milano con Stefano De Martino nel 2014 ha fondato la catena di negozi di abbigliamento 4store e nel giugno 2015 ha aperto un ristorante con altri soci, tra cui Joe Bastianich[37]. È anche socia di una catena di saloni di bellezza Cotril

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