Cuore di De Amicis

Il libro Cuore di Edmondo De Amicis rappresenta, in particolare per coloro che sono negli …anta, il romanzo di formazione tra i più famosi e funzionali.

Purtroppo, come accaduto per altri classici quali i Promessi Sposi e Pinocchio, il fatto di essere stato una lettura quasi obbligata nel corso della formazione scolastica non ha nè contribuito alla sua completa comprensione nè, salvo eccezioni, si è potuto giovare di una rilettura “adulta” risultando confinato, per lo più, ad uggiosa reminiscenza scolastica.

In realtà ragione di riflessione quel testo ancora oggi ne offre molta. Vediamo di analizzarla.

Il libro viene scritto nell’anno 1886 e quindi in un periodo tra i più complessi della nostra storia a ridosso del Risorgimento e soprattutto dell’Italia post unitaria unificata dal Regno Sabaudo.

Il testo viene commissionato direttamente dal governo (i cui Parlamentari erano cooptati per classe e per censo tra la nobiltà di nascita o acquisita) alle prese con la gravissima situazione strutturale di un Regno formalmente unificato nella monarchia sabauda ma sostanzialmente non amalgamato nelle sue componenti originarie (basti pensare agli effetti territoriali duraturi del Reame Borbonico).

La scelta di De Amicis fortunato autore di romanzi “d’appendice” di vocazione socialista con un forte radicamento sulla realtà degli ultimi (classi subalterne ed impiegati) non fu certo unanime.

Come furono oggetto di grandi discussioni sia l’entità del compenso richiesto dall’autore sia la natura “rivoluzionaria” dell’impianto letterario.

Siamo in pieno Ottocento quando, salvo importantissime eccezioni soprattutto d’oltralpe, gli eroi o le eroine dei libri e dei romanzi sono per lo più re, regine, principi, duchi, contesse, baroni e marchesi e, ove non lo siano all’inizio del libro, attraverso un procedimento di agnizione, si verrà comunque a scoprire che sono comunque, al peggio, figli naturali dei suddetti titolati.

De Amicis, con un’intuizione folgorante, scuote la scena strutturandola dal punto di vista oggettivo in un luogo assolutamente inedito (la Scuola) e dal punto di vista soggettivo rendendo protagonisti due “eroi borghesi”: la Maestrina dalla penna rossa ed il Preside.

De Amicis ebbe lo straordinario merito di comprendere che l’elemento fondante del nuovo regno sabaudo esteso all’intera Italia avrebbe dovuto necessariamente strutturarsi nel pubblico insegnamento, nella scuola pubblica. E che i veri soldati dell’unificazione non sarebbero stati gli armigeri bensì i Maestri.

Impossibilitato ad avere un “modello ideale di italiano”, al di là da venire, De Amicis ebbe inoltre la straordinaria idea di esaltare virtù (vere o presunte) delle singole regioni componenti il regno per elevarle, con una transizione di fase più emotiva che letteraria, ad unità ideale di sintesi.

Così il Tamburino è sardo, la Vedetta è lombarda e via descrivendo per far sì che le realtà territoriali regionali non sentissero il peso della annessione militare in favore di un “orgoglio nazionale” unitario retto da vincoli di terra, sangue e diritto.

Nè manca, con spirito anticipatore, di descrivere il complesso mondo dell’emigrazione in una sorta di “globalizzazione ante litteram” dagli Appennini alle Ande.

Nonostante il titolo il libro è una straordinaria operazione di “marketing” politico perseguito con intelligenza da una classe politica cui tutto poteva venir rimproverato tranne che la cultura.

Classe politica che seppe capire l’importanza della sfera “pubblica” quale elemento di coesione e di appartenenza in superamento degli individualismi personali e locali.

Certo non si può chiedere a De Amicis di essere Marx (e non lo era) nè di essere Bakunin (e non lo era).

Ma non si può non notare, tralasciando per un momento la fotografia di una struttura sociale sostanzialmente statica, il rilievo dato alla funzione del pubblico, nella specie della scuola pubblica, alla formazione di un comune sentire che sarebbe poi diventato un sentire di patria.

Rivedere oggi, nel mezzo di un’emergenza epidemica ed economica senza precedenti, ad oltre 150 anni da allora la dissoluzione del sentire in senso unitario il Paese e lo Stato attraverso le voci, disarmoniche, delle singole regioni fa capire molto di noi e dell’Italia.

Dopo il libro Cuore ci fu la grande guerra, ci fu Caporetto ma ci fu anche Vittorio Veneto. Ma ci fu soprattutto uno straordinario comune sentire.

E forse un sottile filo conduttore lega il patriottismo, un po’ ingenuo e senza malizia, di Cuore a quello che portò poi a Vittorio Veneto.

Nel famoso discorso della vittoria del Generale Diaz un passaggio, ancora oggi, risuona emblematico “…l’Esercito Italiano inferiore per uomini e mezzi…” ecco siamo stati veramente inferiori per uomini e mezzi allora come oggi. Allora vincemmo.

Myanmar

Colpo di Stato in Birmania del 2021
parte del Conflitto interno in Birmania

Aung San Suu Kyi & Min Aung Hlaing collage.jpg

Aung San Suu Kyi (a sinistra) e Min Aung Hlaing (a destra)Data1º febbraio 2021LuogoBirmaniaCausa

  • Accuse di brogli elettorali e instabilità politica tra il governo e i vertici dell’esercito

Esito

  • Destituzione e arresto del presidente Win Myint e della consigliere di Stato Aung San Suu Kyi
  • Scioglimento del parlamento
  • Dichiarazione dello stato d’emergenza per un anno

Schieramenti

Birmania
Flag of the Myanmar Armed Forces.svg

Governo della BirmaniaTatmadawComandanti

Birmania
Birmania
Flag of the Myanmar Armed Forces.svg
Flag of the Myanmar Armed Forces.svg

Min Aung Hlaing (Comandante in Capo delle Forze Armate della Birmania) Myint Swe (Vice Presidente della Birmania)Voci di colpi di Stato presenti su Wikipedia

Il colpo di Stato in Birmania del 2021 o colpo di Stato in Myanmar del 2021[1][2] è stato un colpo di Stato militare messo in atto dalle forze armate birmane la mattina del 1º febbraio 2021 per rovesciare il governo di Aung San Suu Kyi, che è stata arrestata[3][4].

AntefattiModifica

Le elezioni legislative birmane del 2020 sono vinte come le precedenti dalla Lega Nazionale per la Democrazia, guidata da Aung San Suu Kyi, mentre il Partito dell’Unione della Solidarietà e dello Sviluppo, vicino all’esercito, ha conquistato solo poche decine di seggi.

Il 26 gennaio 2021, il generale Min Aung Hlaing, capo delle forze armate, ha contestato i risultati del ballottaggio e ne ha chiesto la riverifica, altrimenti l’esercito sarebbe intervenuto per risolvere la crisi politica in corso. La commissione elettorale ha però negato queste accuse[5].

EventiModifica

Un blocco militare lungo la strada che porta all’ufficio governativo della regione di Mandalay.

Il consigliere di Stato Aung San Suu Kyi, il presidente Win Myint e altri leader del partito al governo sono stati arrestati e detenuti dal Tatmadaw, l’esercito del Myanmar. In seguito, l’esercito del Myanmar ha dichiarato lo stato di emergenza della durata di un anno e ha affermato che il potere era stato consegnato al comandante in capo delle forze armate Min Aung Hlaing[6][7][8].

In una dichiarazione televisiva, i militari hanno giustificato questo colpo di Stato con la necessità di preservare la “stabilità” dello Stato. Hanno accusato la commissione elettorale di non aver posto rimedio a “enormi irregolarità” che sarebbero avvenute, secondo loro, durante le ultime elezioni. L’esercito ha comunicato inoltre che verrà istituita una “vera democrazia multipartitica” e che il trasferimento dei poteri averrà solo dopo “lo svolgimento di elezioni generali libere ed eque”[9].

Le telecomunicazioni nel Paese hanno risentito gravemente degli eventi: le linee telefoniche nella capitale sono state tagliate,[10] la televisione pubblica ha interrotto le trasmissioni per “problemi tecnici”[11] e l’accesso a Internet è stato bloccato.[12]

ProtesteModifica

Un gruppo di circa 200 immigrati birmani e alcuni attivisti pro-democrazia thailandesi tra cui Parit Chiwarak e Panusaya Sithijirawattanakul hanno organizzato una protesta contro il colpo di Stato presso l’ambasciata birmana a Bangkok, in Thailandia. Secondo quanto riferito, alcuni manifestanti hanno mostrato il saluto con tre dita, il simbolo usato durante le proteste pro-democrazia thailandesi.[13] La protesta si è conclusa con una repressione da parte della polizia; due manifestanti sono stati feriti e ricoverati in ospedale, e altri due sono stati arrestati.[14]

Proteste a Bangkok

Anche a Tokyo, in Giappone dei cittadini birmani si sono riuniti davanti all’ufficio delle Nazioni Unite per protestare contro il colpo di Stato.[15]

Anche nei giorni successivi al golpe si sono susseguite manifestazioni pacifiche in Myanmar, che, tuttavia, sono state represse duramente dalla polizia e che hanno portato alla dichiarazione della legge marziale in buona parte del Paese.

Reazioni internazionaliModifica

Diversi paesi (tra cui India,[16] Indonesia,[17] Giappone,[18] Malaysia,[19] e Singapore)[20] hanno espresso preoccupazioni per l’evoluzione del colpo di Stato e hanno invitato il governo e l’esercito al dialogo. Australia,[21] Nuova Zelanda,[22] Turchia[23] Regno Unito,[24] e Stati Uniti[25] hanno condannato il colpo di Stato e hanno chiesto il rilascio dei detenuti; la Casa Bianca ha anche minacciato di imporre sanzioni agli autori del colpo di Stato.[26][27] CambogiaFilippine e Thailandia hanno rifiutato esplicitamente di sostenere una parte, classificando il colpo di Stato come una questione interna.[28][29][30] Il presidente degli USA Joe Biden ha condannato il colpo di Stato definendolo “un attacco diretto alla transizione del paese verso la democrazia e lo stato di diritto”.[31][32]

L’Organizzazione delle Nazioni Unite attraverso il proprio Segretario generale António Guterres, ha condannato fermamente la detenzione dei leader e ha descritto il colpo di Stato come “un grave colpo alla democrazia in Birmania” e ha aggiunto che i risultati delle elezioni generali di novembre avevano fornito un “forte mandato” alla Lega Nazionale per la Democrazia.[33][33]

Anche l’Unione europea e l’Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico hanno condannato il colpo di Stato.[34][35][36]

Note

L’ ercito del Myanmar ha preso il potere dopo aver arrestato Aung San Suu Kyi e altri leader democraticamente eletti.

Le truppe pattugliano le strade ed è in vigore il coprifuoco notturno, con lo stato di emergenza dichiarato di un anno.

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha sollevato la minaccia di nuove sanzioni, con l’ONU e il Regno Unito che hanno anche condannato il colpo di stato.

L’esercito sostiene che la recente schiacciante vittoria elettorale del partito della sig.ra Suu Kyi è stata viziata da una frode. Ha esortato i sostenitori a “protestare contro il colpo di stato”.

In una lettera scritta in preparazione della sua imminente detenzione, ha affermato che le azioni dei militari avrebbero riportato il paese sotto una dittatura.

L’esercito ha già annunciato la sostituzione di un certo numero di ministri.

Per le strade della città principale, Yangon (Rangoon), la gente diceva di sentire che la loro dura battaglia per la democrazia era andata persa.

Un residente di 25 anni, che ha chiesto di non essere nominato, ha detto alla BBC: “Svegliarsi per sapere che il tuo mondo è stato completamente capovolto durante la notte non era una sensazione nuova, ma una sensazione che pensavo che fossimo andati avanti da, e uno che non avrei mai pensato che saremmo stati costretti a provare di nuovo. “

Il Myanmar, noto anche come Birmania, è stato governato dalle forze armate dal 1962 al 2011, quando un nuovo governo ha iniziato a inaugurare un ritorno al governo civile


Da Velasca a te: le scarpe artigianali senza costi extra

Da Velasca a te: le scarpe artigianali senza costi extraSponsorizzato da Velasca

Automatic gunfire has been heard at a protest in northern Myanmar amid signs that the military is preparing a crackdown on opposition to the coup it carried out on 1 February.

Western embassies in Myanmar urged the military not to use violence as troops were reported on the streets of the largest city, Yangon.

Telecoms companies have been ordered to shut off the internet from 18:30 GMT.

The US advised its citizens in Myanmar to “shelter in place”.

Meanwhile, a statement signed by the European Union, United States and Britain said: “We call on security forces to refrain from violence against demonstrators, who are protesting the overthrow of their legitimate government.”https://d-28824907723572462810.ampproject.net/2101300534005/frame.html

The coup in Myanmar (also known as Burma) removed the civilian government led by Aung San Suu Kyi. Her party won a resounding victory at the election in November, but the military said the vote was fraudulent.

Ms Suu Kyi is now under house arrest. Hundreds of activists and opposition leaders have been detained.

What are the signs that the military could crack down?

At a protest in Kachin state, in the north, automatic gunfire could be heard as security forces clashed with anti-coup demonstrators in the city of Myitkyina. It was not clear whether rubber bullets or live rounds were being fired.https://d-28824907723572462810.ampproject.net/2101300534005/frame.html

1px transparent line

In Yangon, there is a heavy military presence, reports the BBC’s South East Asia correspondent, Jonathan Head. Earlier on Sunday, armoured vehicles were seen on the streets for the first time since the coup.

Across the country, hundreds of thousands of protesters rallied against the military for the ninth day in a row.

Telecoms operators in Myanmar are advising their customers that they have been told to shut off internet services from 01:00 to 09:00 local time, Sunday into Monday (18:30 to 02:30 GMT).

An office of the US embassy in Yangon warned US nationals to stay indoors during curfew hours.https://d-28824907723572462810.ampproject.net/2101300534005/frame.html

1px transparent line

On Saturday, the military said arrest warrants had been issued for seven prominent opposition campaigners and warned the public not to harbour opposition activists fleeing arrest.

Video footage showed people reacting with defiance, banging pots and pans to warn their neighbours of night-time raids by the security forces.

The military on Saturday also suspended laws requiring court orders for detaining people longer than 24 hours and for searching private property.

2px presentational grey line

Myanmar – the basics

  • Myanmar, also known as Burma, was long considered a pariah state while under the rule of an oppressive military junta from 1962 to 2011
  • A gradual liberalisation began in 2010, leading to free elections in 2015 and the installation of a government led by veteran opposition leader Aung San Suu Kyi the following year
  • In 2017, Rohingya militants attacked police posts, and Myanmar’s army and local Buddhist mobs responded with a deadly crackdown, reportedly killing thousands of Rohingya and burning villages. More than half a million Rohingya fled across the border into Bangladesh, and the UN later called it a “textbook example of ethnic cleansing”
  • Aung San Suu Kyi and her government were overthrown in an army coup on 1 February following a landslide NLD win in November’s elections
2px presentational grey line

Paolo Rossi il golden Boy

Paolo Rossi (calciatore 1956)

calciatore, dirigente sportivo e opinionista sportivo italiano

Italia
Football pictogram.svg
600px pentasection HEX-E42B2E White.svg
non conosciuta
600px Giallo e Rosso Strisce-Flag.svg
Juventus
Juventus
Como
Lanerossi Vicenza
Perugia
Juventus
Milan
Verona
Italia
Italia
Coppa mondiale.svg

Paolo Rossi

Paolo Rossi Pallone d'oro.jpg

Paolo Rossi solleva il Pallone d’oro 1982Nazionalità ItaliaAltezza174 cmPeso67 kgCalcio RuoloAttaccanteTermine carriera1987CarrieraGiovanili1961-1967 Santa Lucia1967-1968 Ambrosiana1968-1972 Cattolica Virtus1972-1973 JuventusSquadre di club11973-1975 Juventus0 (0)1975-1976→  Como6 (0)1976-1979 Lanerossi Vicenza94 (60)1979-1980→  Perugia28 (13)1981-1985 Juventus83 (24)1985-1986 Milan20 (2)1986-1987 Verona20 (4)Nazionale1976-1978 Italia U-2110 (5)1977-1986 Italia48 (20)Palmarès Mondiali di calcioOroSpagna 19821 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.

Paolo Rossi (Prato23 settembre 1956 – Siena9 dicembre 2020) è stato un calciatore e opinionista italiano, di ruolo attaccante. Con la nazionale italiana si è laureato campione del mondo nel 1982.

Soprannominato Pablito,[1] lo si ricorda principalmente per le sue prodezze e per i suoi gol ai Mondiali del 1982, dove si aggiudicò il titolo di capocannoniere. Nello stesso anno vinse anche il Pallone d’oro (terzo italiano ad aggiudicarselo). Occupa la 42ª posizione nella speciale classifica dei migliori calciatori del XX secolo pubblicata dalla rivista World Soccer.[2] Nel 2004 è stato inserito nel FIFA 100, una lista dei 125 più grandi giocatori viventi, selezionata da Pelé e dalla FIFA in occasione del centenario della federazione.[3] È risultato 12º nell’UEFA Golden Jubilee Poll, un sondaggio online condotto dalla UEFA per celebrare i migliori calciatori d’Europa dei cinquant’anni precedenti.[4]

Insieme a Roberto Baggio e Christian Vieri detiene il record italiano di marcature nei Mondiali a quota 9 gol, ed è stato il primo giocatore (eguagliato dal solo Ronaldo) ad aver vinto nello stesso anno il Mondiale, il titolo di capocannoniere di quest’ultima competizione e il Pallone d’oro.[5]

Biografia

Iniziò a giocare a calcio all’età di nove anni con il Santa Lucia, squadra messa in piedi dal medico della frazione, il dottor Paiar;[6] nella stessa squadra militava anche il fratello maggiore Rossano.[6] Al padre Vittorio, ex ala destra del Prato, è dedicato il campo sportivo del Santa Lucia.[7] Dal primo matrimonio nasce il figlio Alessandro; dopo il divorzio, nel 2010 si sposò con la giornalista Federica Cappelletti, dalla quale ebbe due figlie.[8][9]

Come cantante, ha realizzato nel 1980 un 45 giri, con la canzone Domenica, alle tre, il cui testo tratta il tema del rapporto tra i calciatori e le proprie compagne.

Nel 1999 è stato candidato alle elezioni europee per Alleanza Nazionale, nella circoscrizione Nord-Est.[10][11] Nel 2000 si candidò alla presidenza della Lega Pallavolo Serie A femminile[12], senza tuttavia essere eletto.

In televisione è stato opinionista per varie emittenti italiane quali Sky SportPremium Sport e Rai Sport. Nel 2011 partecipò inoltre a Ballando con le stelle come concorrente.[13]

Vicenza gestiva un’agenzia immobiliare insieme all’ex compagno di squadra Giancarlo Salvi. Possedeva inoltre un complesso agrituristico a Bucine, dove abitava, in località Poggio Cennina.

È morto all’ospedale Le Scotte di Siena la sera del 9 dicembre del 2020, all’età di 64 anni, a causa di un tumore ai polmoni.[14][15][16][17]

Il rapporto con Fabbri e Bearzot

Da sinistra, Rossi in nazionale al campionato del mondo 1978, mentre festeggia con il commissario tecnico Enzo Bearzot e Franco Causio

Rossi al Lanerossi Vicenza ebbe un ottimo rapporto con l’allenatore Giovan Battista Fabbri, sia dentro che fuori dal campo. Fabbri fu l’artefice della trasformazione tattica del giocatore da ala a centravanti puro. Il giocatore ricordò così il rapporto col suo mentore: «Fabbri è stato un padre per me, il classico padre di famiglia che ti consiglia, ti prende sotto la sua protezione, è stato proprio così. Teneva le fila di tutto l’ambiente, ha fatto in modo che si creasse una grande unione tra di noi. Era un grande conoscitore e un grande amante del calcio, predicava il fatto che tutti a cominciare dai difensori dovevano giocare a pallone. Io, in particolare, gli devo molto, è stato lui che mi ha trasformato da ala a centravanti, ha visto subito che potevo avere un ruolo diverso e ha cambiato sicuramente la mia carriera».

Da sinistra, il tecnico Giovan Battista Fabbri e Rossi in una pausa d’allenamento

Importante per la carriera di Rossi fu anche il commissario tecnico dell’ItaliaEnzo Bearzot. Il tecnico lo confermò tra i convocati per il campionato del mondo 1978 e fu l’artefice del grande successo del giocatore sul campo. Bearzot, inoltre, fu anche uno dei pochi che credette nell’innocenza di Pablito a seguito dello scandalo scommesse. Nonostante un’opposizione generale, il C.T. decise di convocarlo al campionato del mondo 1982; una chiamata che lo stesso Rossi reputava possibile, conoscendo la stima che Bearzot aveva nei suoi confronti: «La convocazione me l’aspettavo, Bearzot aveva fiducia in me, in Argentina ero andato bene». Al funerale del tecnico, scomparso il 21 dicembre 2010, Rossi lo ricordò con queste parole: «Io a lui devo tutto, senza di lui non avrei fatto quel che ho fatto. Era una persona di una onestà incredibile e un tecnico di grande spessore. Incarnava la figura dell’italiano popolare, e anche se non è stato uno scienziato o un artista, rimarrà nella storia dei nostri grandi del secolo scorso».[18]

Autobiografie

Nel 2002 pubblicò la sua autobiografia intitolata Ho fatto piangere il Brasile: «L’ho scritto perché i miei tre gol al Brasile, in quel fantastico, indimenticabile tre a due, sono il fiore all’occhiello della mia vita di calciatore. Un ricordo che non si cancellerebbe neanche a distanza di un milione di anni».[19]

Nel 2012 scrisse il libro 1982. Il mio mitico mondiale insieme a sua moglie Federica Cappelletti, giornalista e scrittrice. Rossi spiegò che l’aiuto di sua moglie fu importante per la costruzione del libro: «Mia moglie è stata fondamentale. È lei che ha insistito. Voleva scoprire perché, dopo così tanti anni, la gente mi ferma ancora per strada ricordando l’esperienza spagnola della nostra Nazionale». Rossi riuscì a raccogliere tutti i fatti della sua vita calcistica grazie all’aiuto di un suo amico di Firenze, Renzo Baldacci: «Ha rilegato, in volumi, tutti gli articoli che mi riguardavano. Tutto ciò costituisce la mia memoria storica. Per scrivere il libro abbiamo impiegato sei mesi. Senza l’aiuto di questo prezioso archivio avremmo impiegato anni».[5]

Impegno sociale

Rossi, dopo aver concluso l’attività calcistica, ha contribuito molto all’impegno sociale. Nel 2007, insieme ai ciclisti Matteo Tosatto e Filippo Pozzato, all’avvocato Claudio Pasqualin e a Don Backy, ha preso parte alle registrazioni del disco Voci dal cuore, il cui ricavato è stato devoluto al Progetto Conca d’oro ONLUS di Bassano e all’Associazione bambini cardiopatici del mondo; l’ex attaccante ha cantato la canzone La leva calcistica della classe ’68.[20] Nel 2009 è stato testimonial italiano della FAO per sensibilizzare l’opinione pubblica e raccogliere fondi in favore della lotta globale contro la fame nel mondo.[21]

Nel 2012 è stato testimonial della seconda edizione della manifestazione “Un mese per l’affido”, organizzata allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica ad accogliere temporaneamente nelle loro case bambini e ragazzi in serie difficoltà.[22] Il 16 maggio 2014 ha preso parte al torneo di calcio benefico “Bambini senza confini”, organizzato da don Paolo De Grandi e giocato allo stadio Città di Arezzo, per raccogliere fondi da destinare ai bambini palestinesi.[23]

Dino, come ci si sente a essere chiamati da tutti per parlare di un dolore?

“Mah… ormai si gira in un terreno minato, devi stare attento, ne esplode una ogni due passi. Sapevo che Paolo non stava bene. Ma vedi, in questi casi, un cosa brutta ti potrebbe offrire il piccolo conforto di ricordarti di cose belle, di grandi momenti. Purtroppo il momento tremendo che stiamo vivendo, soffoca anche quel piccolo conforto lì. Siamo qui a ricordare momenti belli in un momento tragico”.

Dino il filosofo, il “mai banale”, l’uomo che ti dà sempre una visione delle cose da un angolo che non ti aspetti. Ecco la perla alla domanda: chi era Paolo Rossi, Dino?

“Hai presente i bucaneve? Quei fiori che sbocciano nella neve? Ecco, è lui. Solo che in quel caso la neve non era bianca”.

Dino, qui ci vuole un aiutino per decifrare la metafora.

“La neve non era bianca, anzi era nera, perché in quel momento là, in Spagna, andava tutto storto, le critiche, le polemiche, il silenzio stampa, nessuno parlava, parlavo solo io, e a monosillabi… beh, a un certo punto spunta un fiore, all’improvviso e buca la neve sporca. È Paolino, che spara tre gol al Brasile e cambia il mondo. Dal buio una luce”.

Un momento Dino… ma se tu non blocchi quella palla là, sulla linea, a una manciata dalla fine il mondo si ribalta dall’altra parte…

“Sì, ma si ribalta dall’altra parte anche se lui non fa tre gol però…”.

Ah, beh certo. Ma tu prima te l’aspettavi che Paolo Rossi sarebbe diventato quel Paolo Rossi lì?

“Beh sì. Lui era già lui, in Argentina. Aveva avuto un momento di crisi, era giù fisicamente. Ma non dimenticarti che quella squadra del miracolo era più o meno quella del ’78. E che se io giocavo un po’ meglio, sarebbe andata in finale…”.

Sei sempre stato molto autocritico sui 2 gol con l’Olanda.

“Sì, perché quelli sono due gol che un portiere non deve prendere, tutto lì”.

Per gli italiani Pablito è stato il sogno, il lampo a ciel sereno…

“Mica tanto sereno. Eh sì perché in quel momento le cose non andavano mica bene, anche in generale. Io non voglio paragonare noi ai fatti del terrorismo e alle tensioni sociali eccetera sia ben chiaro, ma la sua impresa dei 3 gol al Brasile hanno fatto tornare il sorriso, una specie di sogno… ma reale”.

Una volta dicevi che Paolo ti faceva diventar matto alla Juve, in allenamento…

“Guarda, era incredibile. Nelle partitelle ti faceva gol e non capivi come. La palla pin pum, pam gli picchiava addosso, su un ginocchio, in un garretto e andava dentro. Tutte le volte. Ti dico la differenza con Platini. Platini ti faceva gol perché ti faceva gol. Come dire: adesso te la tiro là e ti faccio gol. Ma Paolo era una roba misteriosa. Il calcio aveva scelto lui per creare uno che ti facesse gol a quel modo”.

La velocità di pensiero.

“Certo. Era più veloce a pensarlo il gol. Un po’ come era stato Pascutti, per dire. Quando giocavo contro il Bologna col Napoli, mi ricordo che Panzanato, sui corner, cominciava chiedere disperato: dov’è Pascutti, dov’è Pascutti? Allora io lo calmavo gli dicevo: “Stai calmo, adesso te lo trovo io…”.

Prima Maradona, poi lui… un anno tremendo…

“Sì, e squilla il telefono. Chiedono a me. Diego era un genio, ma io facevo il portiere ed ero chiamato a parare la sua genialità, Paolino invece la sua genialità la esercitava dall’altra parte e per me era meglio”.

Ti lascio perché sento che ti squilla il telefono Dino. L’hai riacceso?

“Sì, oggi sono come al lavoro. Mi chiamano tutti per parlare di Paolo. Era meglio se il telefono non avesse suonato così tanto oggi. Ti giuro che avrei parlato di Paolo molto più volentieri, se mi avessero chiamato due giorni fa”.

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=3017754385174453&id=100008197627996

Pablito https://www.facebook.com/tg1raiofficial/videos/410779969966887/

https://fb.watch/2lsY1MwswB/

La dedica https://www.facebook.com/194222486930/posts/10157813106776931/

“Capricorn One “

Capricorn One

film del 1978 diretto da Peter Hyams

Capricorn One

Capricorn One.png

Una scena del filmTitolo originaleCapricorn OneLingua originaleinglesePaese di produzioneStati Uniti d’AmericaAnno1978Durata123 minRapporto2,20 : 1GenerethrillerfantascienzaRegiaPeter HyamsSoggettoPeter HyamsSceneggiaturaPeter HyamsProduttorePaul N. Lazarus IIIFotografiaBill ButlerMontaggioJames MitchellEffetti specialiBruce MattoxMusicheJerry GoldsmithScenografiaAlbert BrennerDavid HaberRick SimpsonCostumiPatricia NorrisTruccoMichael WestmoreEmma DiVittorioInterpreti e personaggi

Doppiatori italiani

Capricorn One è un film del 1978 diretto da Peter Hyams e prodotto dalla compagnia di produzione ITC Entertainment di Lew Grade per conto della Warner Bros.

Il film è per tematica un tipico thriller anni settanta su una congiura governativa; la trama è ispirata alla teoria del complotto sull’Apollo 11, la quale sostiene che la missione relativa al primo sbarco umano sulla Luna sarebbe stata un inganno orchestrato dalla NASA.

TramaModifica

Cape Canaveral è il conto alla rovescia per il lancio della missione Capricorn One per il pianeta Marte, frutto di quindici anni di ricerca e con grande dispendio di mezzi e di capitale. L’equipaggio è costituito dai militari Charles Brubaker, comandante della missione, Peter Willis e l’afroamericano John Walker.

Il disinteresse della politica, evidenziato dalla presenza al lancio del solo vicepresidente, è motivo di frustrazione per il dottor James Kelloway, patron del progetto. Con alcuni collaboratori, è a conoscenza di un difetto a un componente vitale per la missione, che potrebbe essere letale per gli astronauti. Pur di portare avanti il programma, egli ha architettato una messinscena onde evitare opposizione e la cancellazione.

Pochi minuti prima del lancio, i tre astronauti vengono evacuati in gran segreto dalla capsula, facendo partire il razzo privo di equipaggio. Davanti allo sgomento, essi nei mesi a venire dovranno essere confinati in un luogo segreto in pieno deserto e recitare in un simulatore, pena una ritorsione sulle loro famiglie.

Pubblico e il Controllo Missione a Houston ignorano completamente la macchinazione, mentre un tecnico addetto alla telemetria inizia a notare delle anomalie, riferendolo a un suo amico giornalista Robert Caulfield, per presto sparire misteriosamente. Il cronista, davanti alla forte reticenza dell’ente spaziale e poi una sparizione di ogni traccia del suo amico, subisce alcuni attentati ai quali scampa miracolosamente. Contattando Kay, moglie del comandante Brubaker, nota in lei un sospetto per un precedente dialogo con il marito, dove si menziona un set cinematografico western, e che potrebbe sembrare un indizio per considerare l’idea di una messa in scena.

Al momento del presunto rientro sulla Terra, si riscontra un’avaria allo scudo termico della capsula, che nella realtà porterebbe alla morte certa dell’equipaggio. Consapevoli della loro eliminazione, Brubaker e i compagni fuggono disperatamente con un jet ma sono presto costretti a un atterraggio di fortuna in pieno deserto.

Caulfield nel frattempo viene rilasciato su cauzione in seguito a un arresto con una falsa accusa di possesso di stupefacenti e licenziato dal giornale. Si rivolge così a una collega e amica, Judy Drinkwater, che gli presta dei soldi, la sua auto e lo informa dell’esistenza di una base militare abbandonata, a 300 miglia da Houston, nella quale Caulfield trova il set cinematografico utilizzato per simulare la missione e l’atterraggio su Marte. Il ritrovamento di una medaglietta di Brubaker diventa la conferma definitiva dei suoi sospetti.

Willis e Walker vengono catturati dagli uomini di Kelloway. Caulfield noleggia un aereo adibito alla disinfestazione e riesce a trovare Brubaker, salvandolo dalla cattura. Nella sequenza finale Kelloway, insieme alle vedove degli astronauti, sta assistendo a una cerimonia commemorativa presieduta dal Presidente ma inaspettatamente giungono Brubaker e Caulfield, ponendo fine all’inganno.

Contesto storicoModifica

Con il termine del Programma Apollo nel 1972 e l’ultimo volo americano con equipaggio nel Luglio 1975, rea una politica di tagli al bilancio dell’Ente Aerospaziale Americano NASA, era cessato definitivamente ogni entusiasmo che aveva caratterizzato la Corsa allo Spazio del decennio precedente. L’opinione pubblica americana era colpita da un senso di sfiducia per il fallimento della Guerra del Vietnam e per lo Scandalo Watergate. Prendeva intanto piede la fantomatica Teoria del complotto lunare, in seguito alla pubblicazione del discusso saggio di Bill Kaysing, il quale dubbio sul Programma Apollo diventa il sottotitolo del film.

DoppiaggioModifica

Nella versione televisiva viene riportata quella cinematografica con l’aggiunta di alcuni dialoghi in lingua originale sottotitolati, tra il direttore del programma spaziale e gli astronauti. In quella in DVD vi sono i minuti iniziali con il finto lancio del razzo e il commento dello speaker, anche qui in inglese sottotitolato.

Nella versione italiana, uno degli astronauti, davanti all’assurdo della situazione, spera di trovarsi in uno sketch di Specchio segreto, una trasmissione RAI degli anni sessanta, omologo dell’americano Candid Camera.

Opere derivateModifica

Dalla sceneggiatura del film è stato tratto un romanzo omonimo pubblicato sempre nel 1978 da Ken Follett sotto lo pseudonimo di Bernard L. Ross.[1]

Negli Usa dalla sceneggiatura del film fu tratto un romanzo di Ron Goulart con lo stesso titolo nel 1978, pubblicato in Italia da Sonzogno.

Presunto innocente di Scott Turow

Titolo originalePresumed innocent

Scott Turow.jpg

AutoreScott Turow1ª ed. originale19871ª ed. italiana1991GenereRomanzoSottogenereLegal thrillerLingua originaleingleseSeguito daL’onere della prova

Presunto innocente (Presumed Innocent) è il primo romanzo di Scott Turow.

TramaModifica

Il libro inizia con il ritrovamento del corpo di Carolyn Polhemus, vice procuratore distrettuale della Contea di Kindle, vittima di uno stupro. Il collega Rozat “Rusty” Sabich viene incaricato di svolgere le indagini dal procuratore capo e suo mentore Raymond Horgan. Il caso si presenta molto importante, oltre che delicato, perché a breve ci saranno le elezioni e Horgan si è ricandidato alla carica di procuratore distrettuale, pertanto ha bisogno di un’indagine rapida e che riesca a trovare il colpevole. La faccenda è ulteriormente complicata dal fatto che Rusty, all’insaputa del suo superiore, ha avuto una relazione sentimentale con la Polhemus.

Horgan perde le elezioni e poco dopo Rusty viene convocato da Horgan nel proprio ufficio, gli viene detto che è il principale accusato dell’omicidio Polhemus, in quanto sono state ritrovate alcune prove (impronte, DNA, ecc) che indicano la sua presenza nell’appartamento la sera dell’omicidio.

Rusty, per difendersi, decide di assumere il famoso avvocato Alejandro “Sandy” Stern, che lo aveva impressionato con la sua abilità quando era procuratore. Stern e Sabich, grazie alla loro abilità, riusciranno a dimostrare infine l’innocenza dell’imputato.

Il libro si chiude con la rivelazione shock che ad uccidere Carolyn Polhemus è stata la moglie di Sabich, gelosa per aver scoperto la relazione extraconiugale del marito.

...abitando la distanza

il cambiamento ci coinvolge quando guardiamo in modo nuovo

Istituto di Mindfulness Interpersonale

Corsi di mindfulness a Roma e oltre

The Journal

La voce di ASP

La Mia Costante

Scrivo per dimenticare le cose che non hanno senso...

Istantanee di Felicità

Roberta Liberalato

ANTONELLA CARULLO

dream writer

Medicina Olistica - Dott. Loredana Leonforte

Dobbiamo conservare la nostra personalità, vivere la nostra vera vita. Essere capitano della vera nave. E tutto andrà bene. "E. Bach"

Supernova Burning Soul

Tra asfalto, cenere e luccicanza

Instat

Istituto Nazionale di Studio e di Tutela dell'Ambiente e del Territorio

iMathematica

"ApprenderLa non può chi non la pratica...!"

L'OCCHIO DI VENYA

Condividi con me ciò che vedi, ciò che senti, ciò che provi.

immaginarie.wordpress.com/

Blog di letteratura per bambini e ragazzi

Non mi sento vecchia

Deliri sull'orlo di una crisi di mezza età

Fondazione Silvia Montefoschi

Blog di psicoanalisi intersoggettiva

State of Mind

Psicologia, Psicoterapia, Psichiatria, Neuroscienze.

Spaziocorrente

Il valore di un sorriso. Nessuno è così ricco da poterne fare a meno, nessuno è così povero da non poterlo dare. (P. Faber)

MyPersonalBlog

Un sito dove io possa esprimere le mie opinioni e i miei pensieri

The Password

Il giornale degli studenti di UniTo

Di emozioni e sentimenti

Crescita, riflessioni e sfoghi di una donna che pensa troppo

Carlo Molinaro

poesie e altre cose

Mappeser.com: Mappe nel sistema dei Servizi

“Lungo la storia dell’Occidente varieranno i rimedi, ma rimarrà costante sia l’essenza del dolore, sia la volontà di trovare rimedio al dolore”, EMANUELE SEVERINO, Il giogo, Adelphi editore, 1989

ECCE COR MEUM

Questo è il mio cuore

Volpi

Cultura generale modelle

Penny

Corri e salvati. Poi torna.

Il Bacio sul Pontile

Un Mondo Unico e Vero

I Ching e Numerologia Orientale

Consultazioni, corsi e percorsi con Valter Vico - Info: 333.26.90.739, valter.vico@gmail.com

al BlogBar dell'uvi

Area di sosta per uno scambio di opinioni piacevole e informale

Lino Fusco Psicologia Psicoterapia

Ansia Depressione Ben-Essere Autostima

lementelettriche

Just another WordPress.com site

Fisica Sperimentale, annessi e connessi

Non insegno mai nulla ai miei allievi. Cerco solo di metterli in condizione di poter imparare (Albert Einstein)

A Place for My Head

Written and directed by myself

Education Around

Formazione | Informazione | Analisi

Il Sentiero della Realizzazione

Scegli di crescere almeno dieci volte al giorno

Relazioni Elettroniche

Troveremo il modo anche quando poi, saremo stanchi.

Diario di un'ascensione

Ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma ciò che siamo. Pessoa

Scrivi Viaggia Ama - Simona

Memorie ed Emozioni - di una viaggiatrice distratta.

Viaggiatori interdimensionali

Avvisi ai naviganti e bollettini cosmici

Creattiva

percorsi di felicità

...abitando la distanza

il cambiamento ci coinvolge quando guardiamo in modo nuovo

Istituto di Mindfulness Interpersonale

Corsi di mindfulness a Roma e oltre

The Journal

La voce di ASP

La Mia Costante

Scrivo per dimenticare le cose che non hanno senso...

Istantanee di Felicità

Roberta Liberalato

ANTONELLA CARULLO

dream writer

Medicina Olistica - Dott. Loredana Leonforte

Dobbiamo conservare la nostra personalità, vivere la nostra vera vita. Essere capitano della vera nave. E tutto andrà bene. "E. Bach"

Supernova Burning Soul

Tra asfalto, cenere e luccicanza

Instat

Istituto Nazionale di Studio e di Tutela dell'Ambiente e del Territorio

iMathematica

"ApprenderLa non può chi non la pratica...!"

L'OCCHIO DI VENYA

Condividi con me ciò che vedi, ciò che senti, ciò che provi.

immaginarie.wordpress.com/

Blog di letteratura per bambini e ragazzi

Non mi sento vecchia

Deliri sull'orlo di una crisi di mezza età

Fondazione Silvia Montefoschi

Blog di psicoanalisi intersoggettiva

State of Mind

Psicologia, Psicoterapia, Psichiatria, Neuroscienze.

Spaziocorrente

Il valore di un sorriso. Nessuno è così ricco da poterne fare a meno, nessuno è così povero da non poterlo dare. (P. Faber)

MyPersonalBlog

Un sito dove io possa esprimere le mie opinioni e i miei pensieri

The Password

Il giornale degli studenti di UniTo

Di emozioni e sentimenti

Crescita, riflessioni e sfoghi di una donna che pensa troppo

Carlo Molinaro

poesie e altre cose

Mappeser.com: Mappe nel sistema dei Servizi

“Lungo la storia dell’Occidente varieranno i rimedi, ma rimarrà costante sia l’essenza del dolore, sia la volontà di trovare rimedio al dolore”, EMANUELE SEVERINO, Il giogo, Adelphi editore, 1989

ECCE COR MEUM

Questo è il mio cuore

Volpi

Cultura generale modelle

Penny

Corri e salvati. Poi torna.

Il Bacio sul Pontile

Un Mondo Unico e Vero

I Ching e Numerologia Orientale

Consultazioni, corsi e percorsi con Valter Vico - Info: 333.26.90.739, valter.vico@gmail.com

al BlogBar dell'uvi

Area di sosta per uno scambio di opinioni piacevole e informale

Lino Fusco Psicologia Psicoterapia

Ansia Depressione Ben-Essere Autostima

lementelettriche

Just another WordPress.com site

Fisica Sperimentale, annessi e connessi

Non insegno mai nulla ai miei allievi. Cerco solo di metterli in condizione di poter imparare (Albert Einstein)

A Place for My Head

Written and directed by myself

Education Around

Formazione | Informazione | Analisi

Il Sentiero della Realizzazione

Scegli di crescere almeno dieci volte al giorno

Relazioni Elettroniche

Troveremo il modo anche quando poi, saremo stanchi.

Diario di un'ascensione

Ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma ciò che siamo. Pessoa

Scrivi Viaggia Ama - Simona

Memorie ed Emozioni - di una viaggiatrice distratta.

Viaggiatori interdimensionali

Avvisi ai naviganti e bollettini cosmici

Creattiva

percorsi di felicità

Il blog di Antonio Spoto

riflessioni, foto, appunti, didattica

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: