Recensione al libro 📖 ” Mu ” di Nunzio Di Sarno

L’ immagine del libro

Un saluto a tutti, cari lettori!
Oggi, come promesso nei post precedenti, voglio parlarvi di un libro, o meglio di una raccolta di poesie che ho letto di recente e che mi è stata gentilmente offerta dal suo autore, Nunzio di Sarno. Lo ringrazio subito per l’attenzione e la cortesia. L’opera in questione, come presente anche nel titolo di questo articolo, si chiama “Mu”. La casa editrice che lo pubblica è Edipo. Il libro, nonostante sia composto da poco più di cento pagine, risulta complesso agli occhi del lettore meno esperto. Le poesie sono davvero tante e divise in quattro diversi macro capitoli. L’aspetto che rende la lettura di difficile comprensione è il concetto su cui si basa l’intera opera. È infatti di matrice filosofico-orientale e trae origine dal termine che dà il titolo al testo, “Mu” appunto. Secondo lo stesso autore:

“Mu trattiene gli opposti dentro di sé e ci spinge a trascenderli in un impulso che scaturisce dalla logica e dalla premeditazione.
E quando pensi di averlo afferrato è lì che scappa.
Possiamo muoverci solo insieme.
Il koan ci mostra la strada che diventa traccia e mappa.
Una mappa che si tiene proprio per il passaggio e le luci che durano sono le conquiste, in balia dell’amore e dell’amicizia, della droga, dell’alcol e delle meditazioni, della malattia, della morte e della disciplina, all’interno del
famiglie “vecchie, nuove e riscoperte”.
In una parola, Vita.
Che gioca nel vento,
ma anche al ritmo storto di Monk
e le secche distorsioni dei Ramones.
È un attimo e le gambe incrociate schizzano nel Pogo.
In una continua spinta alla trasformazione, che trova,
nella trasfigurazione della mancanza e degli eccessi, le nuove forme. “.

In un certo senso, queste parole richiamano il concetto di ying e yang, tipico della cultura taoista. È la spiegazione di ogni aspetto della vita e del mondo attraverso i suoi opposti, gli estremi con cui tutto si rivela. Nulla è custode della quiete in sé, tutto cambia e si manifesta in modo fugace ed effimero. Per qualsiasi domanda a cui è difficile rispondere con precisione, “Mu” sembra essere la migliore definizione. A una lettura più attenta, il concetto traspare nel senso generale della collezione, come se fosse permeato di un alone di mistero, di assenza di definizione, qualcosa dai contorni poco chiari.
L’autore racconta semplicemente di lui attraverso i suoi versi ciò che vede nella vita di tutti i giorni, senza lasciarsi influenzare troppo dalle emozioni, anch’esse fugaci e appena accennate.
È una descrizione chiara e diretta della società di oggi. Questo aspetto in particolare apprezzo molto, con questo approccio in molte parti dello Zen e della neutralità, senza però tralasciare una visione chiara dell’insieme. Un aspetto che non apprezzo particolarmente è la scrittura di poesie, spesso troppo prosaiche, definite da una tecnica povera, che a volte toglie l’enfasi alla mia lettura. Nonostante ciò, si tratta di testi molto comunicativi, che rendono il lettore partecipe della narrazione. Ovviamente questo è un giudizio soggettivo e un aspetto che ritrovo in molte raccolte poetiche del nuovo secolo, probabilmente perché visto come motivo della modernità della stesura generale.
In ogni caso la mia valutazione, su una scala da una a cinque stelle, rimane positiva.

⭐⭐⭐

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