” Il vangelo degli infami ” di Luca Atzori

Dedico questo spazio a “Il Vangelo degli Infami”, scritto da Luca Atzori. Prima di iniziare voglio ringraziare l’autore e la casa editrice ERETICA EDIZIONI per la condivisione dell’opera e la fiducia riposta. Quello che forse abbiamo dimenticato nel tempo é la bellezza della poesia. Questo accade perché la consideriamo un genere datato, per così dire “vecchio”, qualcosa che risulta poco corrente con le richieste letterarie del giorno d’oggi. In verità la poesia non é mondo statico, che rimane immutato nel tempo. La poesia é uno strumento dinamico della letteratura, può mutare e plasmarsi secondo le esigenze dei lettori, del tempo ed in primis dello stesso autore. Essa é un divenire costante in cui i versi e le figure retoriche restano un messaggio antico che lasciano spazio a moderne forme di comunicazione, fatte di parole dense di significato e fluire libero del pensiero. Di questo concetto l’autore ne fa un principio di coscienza, cimentandosi nella più libera sperimentazione dell’arte poetica. La libertà non é soltanto tema cardine della raccolta, bensì uno stile, l’andamento stesso delle poesie. E’ l’apoteosi dell’emancipazione letteraria, della licenza espressa all’iperbole. Egli non si pone limiti, parla liberamente di amore, di politica, di sè e del suo approccio egoistico verso il prossimo, senza imporsi dei limiti. In questo caso ho deciso di disquisire senza soffermarmi sull’analisi formale, vista la natura dell’opera. Vi dirò dunque della mia personale esperienza. Come sapete amo provare ogni genere di lettura, ma ciò non significa che ne rimanga sempre affascinata. Trovare simili argomenti espressi in termini tanto diretti in poesia, talvolta anche a mio modesto parere volgari, blocca la continuità della mia lettura. Io stessa mi sento spesso rapita dalla poesia, visto che io stessa scrivo e pubblico poesie, ma non mi ha trasmesso il classico senso trascendentale tanto ambito. Il linguaggio mi bloccava. Con ciò non voglio negare talento all’autore, anzi, semplicemente non trova il mio favore o perlomeno non la reputo tra le mie letture preferite. Il titolo invece é assolutamente perfetto per il contenuto. Detto ciò non mi sento di consigliarla a chi non é affine a questo linguaggio, perché credo possa nuocere ad un lettore sensibile. Ad ogni modo il voto resta positivo.

⭐⭐⭐

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